in Montagna...

Visita a Putsey Grànt... (Alpe Pozzuoli Grande)

torna alla Home Page...
in Montagna in Ossola...

  Alpe Pozzuoli Grande...

 Ossola > Valle Antrona > Antronapiana > Cheggio.

 

 

 Dopo le escursioni a Fàrmign (Link) e a Maiotta e Turiggia (Link), rimaneva ancora un alpeggio da visitare in questa zona, il più "misterioso" ed elusivo, l'Alpe Pozzuoli Grande, o meglio, Putsey Grànt come viene chiamato nel dialetto locale dalla gente di Antrona (almeno da quelli che conoscono l'esistenza di questo antico alpeggio).

 La effettiva presenza di questo alpe è stata inizialmente "incerta", perchè non risulta su alcuna mappa (nemmeno la Rabbini e la IGM), solamente la Geo4Map riporta questo nome sulla mappa della Valle Antrona; ma la certezza della sua esistenza l'abbiamo avuta dalle varie foto aeree visionate, dove si riusciva ad individuare i ruderi posti al limitare superiore di una piccola giavina, e poi chiedendo informazioni alla gente del posto, le risposte ricevute hanno fatto comprendere come Putsey Grànt fosse diventato col tempo un qualcosa di leggendario, un alpeggio quasi "mitologico"... questo anche a causa della grande frana del 1642 che precipitò dal versante delle Cime di Pozzuoli, il cui limite è situato solamente un poco più a valle dell'alpeggio, frana che ha contribuito a rendere questo luogo ancora più isolato.

 La frana causò circa un centinaio di morti cancellando abitazioni, la Chiesa e il cimitero, e deviando il corso del Torrente Troncone, formò l'attuale Lago di Antrona (in precedenza in zona, era presente il piccolo Lago di Fraccia), a ricordo di quell'evento, si può vedere ad Antronapiana, tra le Cappelle della Via Crucis, un masso con le iniziali di alcuni di quei morti.

 Oltre alla conferma della sua esistenza, non siamo riusciti ad avere altre informazioni su Putsey Grànt, sembra che il pascolo fosse utilizzato anche nei primi decenni del 1900, ma questo non è certo; prima della frana l'accesso principale all'alpe sembra che avvenisse da sud lungo un versante che adesso è impraticabile, allora, cercando una possibile via di accesso che fosse ragionevole, osservando il versante era chiaro che il percorso più "agibile" era la discesa dalla cresta soprastante.

 Questo giro alla "riscoperta" di Pozzuoli Grande è stata certamente l'escursione più significativa degli ultimi anni.

 La giornata scelta per questo giro è stata inizialmente molto favorevole, con temperatura mite e soprattutto ottima visibilità, ma poi durante la salita sono gradualmente arrivate le nebbie che salivano dal versante sud, e che hanno impedito di gustare il notevole panorama che certamente si può godere da questo versante, nebbia che ha anche fatto desistere dal scendere a valle dell'alpe per dare una occhiata ai precipizi sottostanti, ma durante le timide schiarite si notava bene che i pascoli inferiori terminavano improvvisamente, e oltre c'era solo il vuoto...

 (L'immagine in fondo a questa pagina, ripresa dalla zona dell'Alpe Pozzuoli 1310 m. (Link), mostra il dirupato versante sottostante...).

    Vedi anche la pagina : dalla Forcola al fornale di Pozzuoli Grande.

 

 Con Andrea partiamo da Cheggio lungo il solito sentiero sulla destra orografica del Bacino dei Cavalli, giunti nella zona dell'Alpe del Gabbio, in questa occasione decidiamo di provare una "scorciatoia" per raggiungere l'Alpe Curtit (invece dell'usuale sentiero che sale dopo aver superato sul ponte il Torrente Loranco); si sale direttamente il ripido versante del "Riale della Farculòt" dove non è presente un sentiero, ma saltuarie tracce di animali, si giunge così alla selletta (circa 2050 m.) posta a fianco del Monte Forcolaccia, da dove si deve scendere per raggiungere il sottostante pianoro dell'Alpe Curtit 1943 m. (durante la salita si vedeva volteggiare, alta, la "padrona di casa" di questa zona, che abbiamo visto anche in altri giri da queste parti...).

 Alla fine, non so se sia realmente conveniente questa "scorciatoia"... certamente è un percorso più diretto, ma bisogna considerare la fatica di dover salire un pendio così ripido, questo con la prospettiva di un giro di lunga durata come questo... (l'unico tangibile vantaggio è il fatto che, in presenza di condensa notturna, salendo lungo questo pendio ci si bagna di meno...).

 Giungiamo al Lago Pozzuoli inferiore est dove le piante di mirtilli (presenti in quantità e anche molto gustosi...), iniziano a mostrare i primi colori autunnali; saliamo verso la cresta, il percorso non è obbligato, e in questa occasione ci teniamo maggiormente verso ovest raggiungendo la cresta nelle vicinanze dell'ammasso di blocchi che costituisce la cima de Il Segnale 2545 m. (salito durante la precedente visita in questa zona, vedi questa pagina).

 Nei pressi della cresta notiamo che purtroppo la nebbia (le cui prime avvisaglie si erano notate già poco dopo il lago), stava salendo dal versante sud nascondendo il panorama che da questa zona è notevole... ci portiamo comunque verso est dove inizia la discesa nel fornale di Pozzuoli Grande.

 Dopo un primo tratto tra i massi continuiamo la discesa direttamente nel primo valloncello che si incontra, poi più in basso traversiamo gradatamente verso ovest verso le giavine di riferimento (giavine che si notano dalle foto aeree e dalle immagini raccolte durante i giri precedenti nelle zone in cui questa zona era visibile); in particolare, dopo una prima giavina più estesa (quella "centrale", ne è presente un'altra maggiormente estesa più in alto nel fornale, spostata più verso ovest), si deve scendere verso una più piccola, sul cui limite superiore sono presenti i ruderi dell'alpeggio.

 La discesa di questo fornale è su terreno ripido ma senza particolari difficoltà, il terreno era anche ben asciutto, visto che la nebbia era arrivata nella tarda mattinata e il sole aveva avuto il tempo di asciugare il versante...

 Un ultimo tratto lungo un più ripido pendio (foto 37), e si arriva finalmente ai ruderi di Putsey Grànt a circa 2220 m.

 I primi due ruderi sono costruiti utilizzando blocchi piuttosto massicci, e si ha l'impressione che le piccole costruzioni siano piuttosto "datate", nelle vicinanze era presente un altro baitello ora azzerato, spostandosi verso ovest si vede un canalino dove è possibile che un tempo ci fosse la possibilità di trovare l'acqua; le piccole baite erano state costruite nell'unico punto su questo versante che offriva una minima protezione dalle slavine, a ridosso di una paretina rocciosa.

 Dopo una doverosa pausa in questo luogo misconosciuto e dimenticato da tempo, ci tocca la faticosa risalita (il pendio appare più ripido durante la salita, rispetto all'impressione avuta in discesa...); saliamo poggiando gradatamente verso est raggiungendo la selletta su una crestina sotto la verticale della cima del Segnale, dove una fugace schiarita mostra per un attimo l'affascinate e dirupato versante sottostante; su questa selletta (a circa 2450 m.) si vede verso est, una cengia che traversa il versante, e il programma di questa escursione prevedeva di traversare il versante verso la Forcola seguendo il percorso usato dagli alpigiani in tempi remoti per raggiungere il fornale di Pozzuoli Grande, appunto seguendo inizialmente questa cengia, ma la visibilità in questa giornata era veramente scarsa ed era più prudente rimandare questo traverso a una giornata migliore (vedi questa pagina), allora risaliamo direttamente il versante uscendo nei pressi della cima de Il Segnale.

 Il ritorno a valle avviene lungo il percorso seguito in salita, giunti all'Alpe Curtit scendiamo lungo il sentiero segnalato (a tratti comunque sempre poco visibile che porta al noto Ponte Tonelli sul Torrente Loranco (da Curtit c'era anche la possibilità di risalire alla selletta presso il Forcolaccia e scendere per il ripido versante percorso all'andata, ma la stanchezza si era fatta sentire, e l'ipotesi di una ulteriore risalita è stata scartata...).

 Tempo per questo giro, quasi 11 ore.  Percorso impegnativo.

   Settembre 2019

 
vai alle immagini →  





 

Il versante sottostante i pascoli di Pozzuoli Grande :
Cerca nel sito www.in-montagna.it :

in Valgrande...  ← in Valgrande Foto © www.in-montagna.it (e-mail)


   Val Bognanco :



   Valle Antrona :