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Il Segnale (Cima est di Pozzuoli)...

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  Il Segnale (Cima est di Pozzuoli) 2545 m. - Valle Antrona.



Cheggio - Alpe Fraccia - Alpe Curtvello - La Forcola - quota 2337 m. - quota 2476 m. - Il Segnale 3545 m. - Lago Ruazzei (o Pozzuoli) inferiore est - Alpe Curtit - Ponte sul Torrente Loranco - Cheggio.

   Difficoltà EE/F

 Ossola > Valle Antrona > Antronapiana > Cheggio.
 

 

 Una visita alla cresta divisoria tra la Val Loranco e il versante che scende ad Antronapiana con il lago omonimo (formatosi a causa della frana caduta proprio da questo versante, il 27 luglio 1642).

 La cresta è poco frequentata anche per lo scomodo e faticoso accesso, che solitamente avviene dal versante nord, mentre da sud si può salire (oltre che dalla zona del Lago di Campliccioli), lungo il ripido e faticoso versante della Forcola come fatto in questa occasione, un percorso in ambiente solitario e severo da evitare in presenza di nebbia che renderebbe incerto l'orientamento.

 Un giro interessante e molto panoramico grazie anche alla bella giornata con temperature piacevoli e senza vento (a dispetto delle previsioni... ma eravamo in una zona "riparata" rispetto ad altre dove il vento (piuttosto fresco), si è fatto sentire...).

 

 Con Andrea partiamo da Cheggio 1497 m. seguendo inizialmente il percorso che, superata la diga del Bacino dei Cavalli, traversa lungo il versante sud-ovest del lago, poi a un bivio si sale nel bosco lungo il sentiero che passa da Curtvello e raggiunge il colle della Forcola 1920 m. (tratto seguito in discesa in questo giro : link).

 Giunti al colle della Forcola (poco sopra l'alpe omonima), si vede sulla destra (ovest) un muretto (foto 5) che segnala l'inizio del vecchio sentiero riportato sulla mappa IGM che sale, traversando sul versante di Antrona, fin nei pressi della quota 2337 m. sentiero che abbiamo ritrovato (era comunque poco visibile) e seguito per un tratto, poi dove la labile traccia scompariva su un ripido pendio erboso, abbiamo preferito seguire la cresta con un percorso a tratti impegnativo, ma più sicuro rispetto a un traverso su questo genere di pendii erbosi.

 Si può salire seguendo sempre direttamente la cresta, oppure anche (quando si fa più impegnativa), traversando sui pendii erbosi che richiedono sempre attenzione, ma in questa occasione l'erba era ben asciutta e non scivolosa; con percorso via via sempre più panoramico, grazie anche alla bella e fresca giornata, si giunge alla quota 2337 m. dove la cresta continua verso la soprastante quota 2476 m.

 Dopo un tratto ancora lungo la cresta, traversiamo in salita progressivamente verso sinistra (ovest) fino a raggiungere un lungo e ripido pendio in gran parte erboso che finalmente raggiunge la cresta principale poco ad ovest della quota 2476 m. questa salita, dalla Forcola, è stata il tratto più impegnativo del giro, fino a qui da Cheggio, circa 4 ore.

 Vale la pena raggiungere la quota 2476 m. (ometto), è un bel punto panoramico in particolare sul sottostante Bacino dei Cavalli e il dirimpettaio versante del Pizzo Montalto e Monte della Preja (cime visitate in precedenti giri, vedi link1 e link2), poco lontano si vedono le due cime del Ton nord 2499 m. e Ton sud 2484 m. (la cui roccia appare in verità poco attraente...).

 Sul versante opposto un altipiano ricoperto di grossi massi continua verso la non lontana cima del Segnale, più lontano (foto 29), si nota una recente frana dove una buona porzione di roccia è caduta dalla cima della Scona d'Batagg (cresta dei batacchi) .

 Una pausa ammirando, oltre alla più lontana cresta divisoria con la Valle Anzasca, dove si distingueva il Pizzo del Ton e anche il Pizzo San Martino, la dirimpettaia cresta di confine dove naturalmente spiccava il Pizzo d'Andolla (con un piccolo ghiacciaio residuo alla base), e poi il Pizzo di Loranco, il Pizzo Bottarello, e le altre cime della Cresta di Saas.

 Si prosegue sui grossi massi cercando il percorso migliore che porta nei pressi della cima, meta di questo giro, che si può salire direttamente (per chi cerca qualche passaggio di arrampicata), ma è più semplice e sbrigativo salire dal versante di Antrona su facili roccette, arrivando così a Il Segnale 2545 m. punto trigonometrico (chiamato Cima di Pozzuoli sulla IGM), l'elevazione posta più ad est delle Cime di Pozzuoli.

 Verso ovest l'accidentata cresta continua verso le altre cime di Pozzuoli, verso sud scende l'ampio fornale che per un tratto è erboso ma poi precipita, dirupato e roccioso, è la zona da cui si è staccata la grande frana del 1642.

 (Per il percorso di tutta la cresta delle Cime di Pozzuoli, vedi questa pagina su Hikr).

 Per il ritorno, scendiamo lungo le giavine del versante di Loranco (nord) (per cambiare, ma anche perchè i pendii molto ripidi seguiti in salita, non sono molto invitanti in discesa...), bisogna raggiungere il laghetto visibile più in basso, non ci sono sentieri e anche per questo è necessaria un buona visibilità; ci si sposta gradatamente in discesa verso sinistra (ovest, seguendo il percorso migliore), puntando al pianoro in parte erboso dove si trova un caratteristico grosso masso a forma di "gianduiotto" (foto 60), che può essere anch'esso un buon riferimento.

 Si scende infine nei pressi del Riale Ruazzei che confluisce nel piccolo Lago Ruazzei (o Pozzuoli) inferiore est ca. 2100 m. dove si trovano i cartelli che indicano due sentieri, uno che traversa al lago ovest (visitato durante un successivo giro : Link), e quello che scende passando dall'Alpe Curtit che seguiamo; il percorso è segnalati dai classici segni di vernice bianco-rossa, e la traccia è abbastanza evidente almeno fino all'Alpe Curtit 1943 m. (ai Cortetti sulla Rabbini...), che si raggiunge dopo aver superato un valloncello con un traverso su terreno ripido.

 Dal pianoro di Curtit (e anche durante la successiva discesa), si ha una bella e suggestiva visione del Torrente Loranco e della valle omonima; il sentiero prosegue e ci sono alcuni tratti in cui ci può essere qualche difficoltà a trovarne la traccia, a causa della vegetazione che cresce rigogliosa su questo versante, il percorso fa un ampio giro verso nord-est prima di ritornare verso ovest con un lungo traverso, questo per poter superare il versante molto ripido (lo si comprende meglio una volta scesi a valle, guardando il versante disceso...).

 Infine si scende al ponte sospeso sul Loranco che è diventato una attrazione per gli escursionisti che frequentano la zona, e che arrivano qui magari dopo una visita al soprastante Rifugio Andolla, per provare "l'emozione" di traversare su questa stretta passerella...

 Passati sul versante opposto si continua lungo il marcato (e affollato...) sentiero che, passando dall'Alpe Piana Ronchelli, ritorna al Bacino dei Cavalli e a Cheggio.

 Tempo per questo giro, circa 10 ore - Luglio 2019

panoramica da Il Segnale :
Panoramica da Il Segnale...

 
 
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