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Alpi Maiotta e Turiggia...

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  Lago di Antrona - Alpe Loro - Pian la Bandera - "Porta di Maiotta" - Alpe Maiotta - Alpe Turiggia - canale del Riale del Bisign e Corzello - Alpe Curzel - Pian la Bandera - Ronco.

 Ossola > Valle Antrona > Antronapiana > Lago di Antrona.

 

 

 Dopo le interessanti e impegnative escursioni in Valle Antigorio negli anni precedenti, sembravano essersi esaurite le opportunità di ricercare percorsi e alpeggi dimenticati (naturalmente in Antigorio ci sarà sempre qualcosa di nuovo da vedere e da cercare...), ma ecco che in Valle Antrona si nota una relativamente piccola zona, in un ambiente piuttosto impegnativo, con alcuni alpeggi abbandonati e dimenticati da lungo tempo...

 Una prima visita all'Alpe Fàrmign (vedi questa pagina), ha fatto capire che la zona in oggetto non è assolutamente da sottovalutare, sia per le difficoltà del terreno, ma anche per la mancanza di informazioni sui percorsi che raggiungevano gli alpeggi; chiedendo alla gente del posto (in verità, non tutti erano a conoscenza dell'esistenza di Fàrmign, Maiotta e Turiggia...), si aveva l'impressione che questi alpeggi fossero proprio caduti nell'oblio e quasi rimossi dalla memoria collettiva, si sapevo solo che erano stati abbandonati da tempo ed era problematico arrivarci.

 Poi un giorno a Ronco abbiamo avuto la fortuna di incontrare qualcuno che, come noi, è interessato a queste cose, al recupero e alla riscoperta delle memorie del tempo passato, e con qualche informazione in più si poteva andare con maggior cognizione di causa (sapere della presenza della "Porta di Maiotta" è certamente una informazione importante...).

 Da segnalare che i sentieri riportati sulla mappa IGM (solitamente attendibile), per questa zona invece non sempre corrispondono a quanto constatato sul campo... (ad esempio, l'IGM riporta un sentiero che sale proprio lungo la parete di foto 4, sentiero che abbiamo naturalmente cercato, ma non pare possibile salire lungo la parete, e nemmeno logico visto che si può traversare dal versante dell'Alpe Loro...).

 La foto 1 (e anche la foto 2 scattata lungo il percorso da Corticcio all'Alpe Pena), può aiutare a comprendere la conformazione del versante visitato, e si può notare che la presenza della roccia è significativa, sono segnate le posizioni degli alpeggi di Pian la Bandera, Fàrmign, Maiotta e Turiggia.

 

 Con Andrea partiamo dal solito sentiero poco prima del bivio per Ronco sulla strada asfaltata per il Lago di Antrona; poco prima della diga del Lago di Campliccioli si trova un bivio (foto 3), e si lascia il percorso segnalato per seguire la traccia che torna per un tratto verso est, raggiungendo la regolare rampa della vecchia decauville che si segue fino alla zona dei ruderi relativi ai tempi della costruzione della diga di Campliccioli, dove si prosegue sempre in salita diagonalmente tra le alte felci, terminate le quali si ritrova il vecchio sentiero che porta alle prime baite dell'Alpe Loro (questa "scorciatoia" permette di guadagnare tempo rispetto al percorso che devia dal sentiero per Camposecco).

 Si salgono i ripidi prati verso le panoramiche baite superiori di Loro 1620 m. alle spalle delle quali inizia l'evidente percorso segnalato da alcuni ometti (una lieve traccia è a tratti visibile, e comunque il percorso è "obbligato" e intuitivo), e si giunge al poggio panoramico di Pian la Bandera 1747 m. (Alpe Piano Bandiera sulle mappe recenti), fino a qui è un percorso panoramico consigliabile, certo non per tutti, ma adatto agli escursionisti che si trovano a loro agio su questo tipo di terreno (fino a qui, poco meno di due ore).

 Da Pian la Bandera si vedono alcune possibilità per traversare verso est-nord-est; in questa occasione dopo un primo tentativo cercando di rimanere più o meno alla stessa quota, decidiamo di salire e traversare più in alto, ma senza trovare la possibilità di proseguire... allora, grazie alla presenza di un canale erboso percorribile, scendiamo alla ricerca di un passaggio più in basso, e una traccia di animali che faceva ben sperare porta a un passaggio esposto a  circa 1850 m. ma il versante successivo (foto 23) ci appare un po' troppo ostico (gli animali pare che scendano da questo punto, invece di traversare...), certamente questo non può essere il passaggio della "Porta".

 A questo punto siamo abbastanza scoraggiati, notiamo però più in alto una fascia con vegetazione che sembra traversare il roccioso versante, e salendo alcune decine di metri incontriamo finalmente gli unici resti (gradini), di manufatti che paiono confermare la presenza di un vecchio sentiero in questa zona... una lieve traccia conduce alla "Porta di Maiotta" a circa 1900 m. è appunto il passaggio usato ai tempi per accedere al versante di Maiotta; la quota è l'unico riferimento che è possibile dare per chi volesse venire da queste parti, perchè dopo le varie "prove" effettuate, diventa difficile descrivere un percorso logico fino alla "Porta"... (alla fine, abbiamo perso almeno un'ora prima di trovare il passaggio giusto...).

 Dalla "Porta" si scende lungo un interessante traverso esposto (foto 28) e poi si prosegue inizialmente in discesa traversando il versante che non presenta particolari difficoltà, ma è veramente "scomodo" e disagevole per la presenza della fitta e rigogliosa vegetazione (diversi sono i tratti in cui si cammina senza vedere dove si mettono i piedi...); poi "girato l'angolo" si vede finalmente il prato di Maiotta, che però è ancora lontana...

 Traversando ancora (la lieve traccia inziale è ora scomparsa), si risale un poco cercando i passaggi migliori per superare un paio di canalini (nel canale principale si vede un grande salto dove precipita il Riale del Sajont, foto 33), poi si arriva a un primo poggio dove, in verità inaspettati, troviamo alcuni ruderi a circa 1925 m. che possiamo chiamare Maiotta di fuori... qui erano presenti almeno 4 baite e doveva esserci un collegamento con la soprastante Alpe Turiggia (il versante, anche se scomodo per la presenza della bassa vegetazione, non mostra una pendenza proibitiva).

 Un ulteriore traverso (dove si trova una vaga traccia), porta a superare un rio che giunge qui dopo un grande salto di roccia (foto 40), e si arriva al prato e al solitario baitello dell'Alpe Maiotta (Alpe Majotta sulla Rabbini) 1982 m. con vista sul sottostante Lago di Antrona (dalla "Porta" fino a qui, circa 1 ora), alle spalle del rudere una paretina offriva un poco di protezione dalle slavine; questo è certamente uno degli alpeggi più "estremi" non solo della Valle Antrona, ma di tutta l'Ossola (estremo è un aggettivo spesso usato, o meglio abusato, a sproposito, ma in questo caso è certamente appropriato... non tanto per il luogo in sé, che è anche piacevole e tranquillo, ma per il complicato e impegnativo percorso per arrivarci...).

 Una pausa poco a monte del rudere della baita, dove si trovano i resti di una piccola costruzione (forse il solito casottino per il latte), e intanto arrivano alla spicciolata gli amici del gruppo lombardo-svizzero (Corrado, Francesco, Manuel e Stella, che poi ritroveremo a Turiggia); sei persone contemporaneamente in questo luogo dimenticato e abbandonato da chissà quanto tempo, credo sia un vero "record" (nemmeno nel lontano passato in cui l'alpe era caricata, penso siano state qui così tante persone...).

 Risaliamo per un breve tratto a monte fino a un canalino (foto 46) dal quale si può proseguire salendo su entrambi i suoi versanti, noi saliamo direttamente lungo la destra orografica tra la fitta e alta vegetazione, dove a tratti si procede letteralmente "alla cieca" non potendo vedere dove si sta andando... e infine si sbuca sulla crestina nei pressi di una piccola giavina, un buon riferimento già notato sulle varie foto aeree.

 Con percorso più agevole e tranquillo si traversa in salita verso la successiva crestina che permette di accedere al versante di Turiggia, una ulteriore risalita porta al pianoro sassoso dell'Alpe Turiggia 2213 m. (Oro di Torriggia sulla Rabbini) da Maiotta a Turiggia, circa 1 ora; da qui si può salire senza particolari problemi alla soprastante omonima cima, ma non è la giornata adatta, le creste sono immerse nelle nubi e il rischio di pioggia è marcato, allora dal nucleo principale dell'alpe traversiamo verso sud alla crestina successiva a 2250 m. dove si trova un altro rudere.

 Da questa selletta si può proseguire verso la successiva, un po' più in basso, da dove dovrebbe essere possibile traversare verso l'Alpe Scarone (con percorso sempre impegnativo e in pratica senza sentiero, nonostante le mappe ne riportino uno...), ma in questa occasione il programma prevede di scendere direttamente il vallone del Riale del Bisign e Corzello, in particolare per visitare l'ultimo alpeggio che ancora manca in questa zona, l'Alpe Curzel...

 Il versante è naturalmente ripido, ma meno del previsto, e si scende senza particolari problemi (nonostante non ci siano informazioni a riguardo, questo versante poteva essere una delle vie di accesso usate in passato per salire all'Alpe Turiggia...); più in basso si può traversare il canalino verso destra entrando nel bosco di conifere, e raggiungere il motto dell'Alpe Curzel 1886 m. (Corzolo sulla Rabbini), si ritorna poi sul versante sinistro orografico del canale e si scende al poggio di Pian la Bandera; ritorno a valle lungo il percorso seguito all'andata.

 Tempo per questo giro, incluse soste e divagazioni (più o meno intenzionali...), circa 9 ore.

     Percorso impegnativo - Settembre 2019 - (Vedi anche su Hikr e su itinerAlp)

 
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