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Alpe Taià, Punta l'Ottone, Alpe Rimella, e dintorni...


 (Vogogna), Pieve Vergonte, Alpe Vandone, Alpe testa, Alpe Fonten, Alpe Taià, Punta l'Ottone, Alpe La Piana, Alpe Rimella, Testa Grande, Fonten, Pieve Vergonte, (Vogogna).

 

 Visita a due alpeggi (che ancora mi mancavano..) sul versante a monte di Pieve Vergonte, lungo gli impervi versanti che scendono dalla Punta l'Ottone e la cresta tra il Pizzo Camino e la Cima Strighet, l'Alpe Taià e l'Alpe Rimella.

 Due alpeggi ormai dimenticati, solo qualche cacciatore visita queste zone dove la vegetazione e la scarsa frequentazione hanno reso piuttosto scomoda e faticosa la percorrenza, i vecchi sentieri sono spesso scomparsi o intuibili con difficoltà e in questo caso (in particolare per il tratto che scende a Rimella) risulta molto utile la Mappa Catastale : Link (anche la carta svizzera CNS, ma la catastale è più precisa riportando in dettaglio il sentiero con le sue curve e i vari tornanti).

 (Un'altra Alpe Taià è presente sempre su questo versante della bassa Ossola, a monte di Rumianca, si tratta di Taià di Villa che è ancora più discosta e dimenticata nonostante la vicinanza con la piana ossolana, vedi : questa pagina).

giovane camoscio nella zona dell'Alpe Rimella...
giovane camoscio nella zona dell'Alpe Rimella...

 Se si vuole arrivare in questa zona alla mattina di buon ora usando i mezzi pubblici bisogna partire da Vogogna, dalla stazione FS si raggiunge la "passerella" sul Toce e continuando poi all'esterno del grande complesso chimico si arriva a Pieve Vergonte in circa 30 minuti.

 A Pieve Vergonte 232 m. si entra nell'abitato raggiungendo Via Buchero da dove iniziano due sentieri segnalati (che poi si congiungono più in alto) relativi al percorso A45 che porta all'Alpe Fonten 734 m. da dove si parte per le visite guidate a una piccola parte delle estese gallerie minerarie della Val Toppa (vedi : questa pagina).

 Dalla Ca' Bianca continuo per un tratto lungo il sentiero segnalato fino alla zona dell'Alpe Testa Grande (dove ripasserò poi al ritorno), presso le costruzioni che precedono la baita ristrutturata sale una costa verso Taià; il vecchio sentiero non è visibile all'inizio, ma salendo appunto sulla costa si trova una traccia (per un tratto ben visibile anche perchè qui si incrocia un tubo che porta l'acqua a Testa Grande), in ogni caso la salita non presenta particolari problemi e si arriva a un primo rudere a circa 943 m. e in seguito a un altro a 995 m. (entrambi riportati sulla mappa catastale) nei pressi di quest'ultimo si trovano gli ingressi di due gallerie minerarie (ingresso parzialmente crollato per una di queste, e per questa ragione è sconsigliabile una visita...).

all'Alpe Taià...
all'Alpe Taià...

 Continuando la salita si arriva all'Alpe Taià 1155 m. seminascosta dalla fitta vegetazione dove spicca il rudere di una grande costruzione a due piani; la mappa catastale riporta un sentiero che dall'alpe prosegue verso sud in direzione del vicino canale, sentiero che inizialmente non si vede più ma traversando in salita poi si ritrova una vaga traccia che porta a una cengia che permette di accedere al canale (che in questa zona presenta i fianchi troppo ripidi), questo tratto di sentiero è interessante, inizialmente sembra improbabile riuscire a proseguire, ma la traccia rimane evidente e traversa a un successivo canale per poi risalire il versante opposto (in pratica in questo tratto si trova un canale "bifido").

 Il sentiero traversa ancora per un tratto e poi su una costa sembra scomparire, qui decido di risalire il ripido pendio (è possibile che continuando a traversare poi si trovi un percorso migliore per raggiungere la dorsale soprastante...) dove troverò solo sporadiche e vaghe tracce di animali; si sale cercando il percorso migliore tra la fitta (e "scomoda"...) vegetazione, certamente a metà settembre è forse un pò "presto" per un giro su questi versanti nord, ma in questa occasione c'era il vantaggio che a causa del vento il terreno e la vegetazione erano asciutti, più avanti con la stagione certamente si sarebbero trovate condizioni molto più "umide"...

il Pizzo Camino dalla Punta l'Ottone...
il Pizzo Camino dalla Punta l'Ottone...

 In questo tratto la progressione risulta piuttosto lenta e faticosa a causa della vegetazione, ma alla fine le difficoltà non sono insormontabili e finalmente si esce al sole sulla dorsale a circa 1600 m. dove il panorama si apre anche verso sud sulle boscose dorsali della Valle dell'Arsa, continuando la salita sulla dorsale si arriva in breve sulla sommità della Punta l'Ottone 1692 m. dove ero già passato nel 2014 durante la salita al Pizzo Camino da Loro ( : Link). Fino a qui da Vogogna, circa 5 ore.

 Proseguo lungo la cresta verso ovest scendendo a una selletta (dove si trovano i resti di un minuscolo ricovero), e poi poggiando sul fianco sud raggiungo la lieve traccia che conduce ai ruderi dell'Alpe La Piana a circa 1590 m.

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 Dall'Alpe La Piana si sale alla soprastante selletta dove si vede in direzione nord il versante di discesa, del sentiero riportato sulle mappe non si vede alcuna traccia... come scritto all'inizio anche in questa occasione la precisa mappa catastale risulta di aiuto per il percorso; si trovano tracce di animali che spesso coincidono col percorso del sentiero, ma bisogna stare sempre accorti per non "divagare" troppo, in particolare non bisogna scendere troppo decisamente altrimenti ci potrebbero essere problemi per poter uscire (la discesa ha ricordato in parte quella fatta dall'Alpe Vineggio in : questo giro, con la differenza che in questa occasione, almeno fino a Rimella, non sono presenti tagli).

 Dopo un primo lungo tratto incerto, arrivando nella zona in cui si inizia a scendere più decisamente si ritrova una traccia che scende a tornanti (ben rappresentata sulla catastale), in questa zona sono "accompagnato" per un tratto (naturalmente a dovuta distanza) da un paio di giovani e curiosi camosci... supero un paio di canali e poi un sentiero più evidente conduce a un primo rudere che preannuncia l'arrivo all'Alpe Rimella 1229 m. dove si trova anche un cippo con la classica simbologia mineraria.

"cippo minerario" all'Alpe Rimella...
"cippo minerario" all'Alpe Rimella...

 Da Rimella (toponimo dal "sapore valsesiano", sarebbe interessante conoscerne l'origine), il sentiero inizialmente a tratti poco evidente, è segnalato anche da qualche taglio e si scende con qualche apertura panoramica anche sul versante che sale alla Punta l'Ottone, che da questa prospettiva sembra meritarsi l'appellativo di punta... si supera un canale oltre il quale si risale per un tratto fino a un bivio dove seguo la traccia sulla destra che sale e traversa fino a una dorsale dove si trova un rudere (foto 33), scendendo verso est si arriva a un secondo rudere dove si trova un grosso cippo minerario, infatti nelle vicinanze si trova l'ingresso di un'altra galleria.

 Continuando la discesa si arriva a incrociare il sentiero che porta all'ingresso (chiuso) principale del complesso minerario dove si entra durante le visite guidate, e infine si scende al sentiero che riporta alla baita ristrutturata dell'Alpe Testa Grande da dove ritorno a Pieve Vergonte (e poi a Vogogna) lungo il sentiero segnalato.

 Per questo giro, circa 10 ore incluse soste e divagazioni.

 Settembre 2022 - Difficoltà EE

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dalla Punta l'Ottone : a destra all'ombra, il versante risalito...
dalla Punta l'Ottone : a destra all'ombra, il versante risalito...
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