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da Curtet a Buculer per la Buca d'la Val...

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 L'impervio e a tratti repulsivo versante dove scende il Rio della Buca d'la Val, tra Migiandone e Anzola, è attraversato da alcuni "sentieri" più o meno evidenti, a diverse quote (Link1 e Link2), quello seguito in questa occasione nel territorio del Comune di Anzola tra Curtet e Buculer, è il meno evidente (almeno per alcuni tratti) ed è anche (attualmente) non segnalato in alcun modo(a differenza degli altri due che traversano a quote superiori dove si trovano segni di vernice ed anche passaggi attrezzati con cordine).

 Ma forse il principale motivo di interesse per questo breve percorso era il fatto che, grazie a Bruno Vadi, eravamo venuti a conoscenza che ai tempi in cui gli alpeggi di Curtet e Buculer erano ancora utilizzati, intorno al 1960, la Signora Maria Badini lo percorreva abitualmente (quasi quotidianamente...), per andare da un alpeggio all'altro, l'alpeggio principale era Buculer, mentre il Curtet veniva anche dato occasionalmente in affitto.

 Un giro in cui vi è anche l'occasione di riflettere su come sia cambiato radicalmente il modo di vita nel corso degli ultimi decenni, quella che per noi durante queste escursioni a volte può essere considerata quasi una piccola "avventura", per la Signora Maria era semplicemente la quotidianità di una vita di fatiche in zone tutto sommato più "comode" di altre visitate su questi versanti, e abbandonate in tempi più remoti.

 

 Con Andrea partiamo (come già fatto in altre occasioni), dall'Oratorio della Madonna della Balma presso Vadi (Migiandone) 215 m. seguendo il percorso "normale" che sale a Curtet 682 m. da dove (tenendo presente anche quanto scritto sulla pagina relativa al giro Curtet - Pianezza Grande : Link), seguiamo il sentiero che, poco a monte delle baite, traversa per poi scendere verso il canale del Rio della Buca d'la Val, passando prima da quella che doveva essere la sorgente utilizzata per Curtet (foto 7).

 Traversiamo il canale a monte del grosso masso di foto 8 seguendo una lieve traccia che supera una tratto roccioso dove si trovano resti di gradini (foto 11), proseguendo si arriva poco a valle della zona con i grossi arbul e il muretto già visto nella precedente visita (foto 12); ci portiamo poi nella zona della giavina presente su questo versante, e saliamo traversando alla base della paretina rocciosa per andare a dare ancora una occhiata, dalla dorsalina presente tra i due canali del rio della Buca d'la Val, per vedere se eventualmente c'è la possibilità di scendere al canale successivo da questo punto (foto 16), ma sono presenti solo vaghe tracce di animali e il versante si presenta molto ripido ed esposto.

 La foto 3 mostra il versante in questione, al centro la dorsalina dove si vede in alto la paretina menzionata nel paragrafo precedente (la giavina rimane nascosta in questa immagine), in secondo piano al centro, il canalino trasversale (parzialmente in ombra in alto), che si raggiunge in basso intorno ai 600 m. e guardando in alto col teleobiettivo della macchina fotografica, si vede un lungo muretto che si trova poco sotto le baite di Buculer.

 Torniamo allora alla giavina sulla quale scendiamo fino alla balma con davanti la piazzola di una carbonera (foto 17 e 18) da cui, traversando verso ovest per alcuni metri, poco oltre la testata di un canalino secondario, si trova una provvidenziale traccia di animali che scende il versante sinistro orografico del suddetto canalino; il percorso è ripido e a tratti esposto: durante la discesa, cercando una possibilità di traversare a sinistra, cominciavano a sorgere dei dubbi su questa scelta... ma alla fine si trova il punto favorevole dove si può traversare, verso ovest, questa dorsalina tra i due canali principali di questo versante; in seguito su terreno più "tranquillo" la traccia diventa più evidente e si ha la conferma che si tratta proprio del vecchio sentiero seguito in passato dalla Maria (trovando i resti di alcuni muretti, e ci sono anche dei vecchi tagli).

 Si giunge così al canale in un punto favorevole per il guado a circa 600 m. (la classica zona in piano proprio sopra un salto del canale), si risale il versante opposto sempre seguendo la traccia degli animali (anche per loro il percorso è praticamente obbligato...), si entra poi nel canalino trasversale che si vedeva salendo a Curtet (dove si trovano altre tracce del vecchio sentiero), e in breve si giunge al lungo muretto che si vedeva da lontano e al bel casottino costruito presso il canale, sulla destra si trova Buculer ca. 780 m. (erroneamente chiamato Balmaccia sulle mappe, Balmaccia si trova invece più in basso sulla stessa dorsale).

 Da Buculer (seguendo al contrario il percorso riportato su questa pagina), scendiamo la dorsale per una vaga traccia che porta prima a Balmaccia di sopra (alpetto non riportato nemmeno sulla IGM), e poi a Balmaccia 573 m. dove si trova una interessante balma (da cui naturalmente deriva il toponimo).

 Dopo una occhiata nei dintorni di Balmaccia, ed aver ammirato il sempre bel panorama verso la cresta dei Corni di Nibbio, traversiamo verso ovest lungo l'evidente sentiero della strà di poursc (strada dei porci) che passa dall'alpetto di Cà da Svong (come già scritto, non sono certo che il toponimo sia scritto esattamente, a volte non è facile fare la traslazione da quello che si ascolta allo scritto...), e poi si esce sul sentiero (che poi incrocia la sterrata), che porta alla Chiesa della Madonna del Carmine e ad Anzola da dove si ritorna a Migiandone lungo la piana ossolana (per una volta al sole, dopo i numerosi giri in gran parte all'ombra fatti in questa zona...).

 Tempo per questo giro, circa 6 ore e mezza (naturalmente incluse le divagazioni).

   Difficoltà EE - Marzo 2020.

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