in Montagna...
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Traverso da Cingino alla "finestra" della galleria del Cingino...

  All'esterno e all'interno della galleria del Cingino...

- Seconda parte... (Prima parte : Link)

Traversata da Cingino all'apertura intermedia della galleria del Cingino -

sui versanti sud ed est della Punta della Rossa...

Valle Antrona > Antronapiana > Lago di Antrona > Ronco.
 

 Una settimana dopo l'escursione sui suggestivi e dirupati versanti della Punta della Rossa (il traverso dalla "finestra" a Crestarossa : Link), ritorniamo in zona per completare il "progetto" con la traversata del tratto rimanente, tra la "finestra" e Cingino utilizzando l'ultimo giorno con meteo buono prima del previsto peggioramento, che avrebbe costretto a rimandare all'anno successivo.

 Mentre il tratto dalla "finestra" a Crestarossa presentava inizialmente molte incognite e incertezze, questo, dalla finestra al Cingino, sembrava più chiaro anche per la presenza sulla carta IGM (e di conseguenza anche sulla CNS del 1963), di un sentiero che appunto traversava il versante passando dalla quota 2319 m. in pratica invece è risultato inizialmente più incerto e complicato.

 In particolare si nota che il sentiero presente sulla mappa non ha collegamenti, inizia alla "finestra" e termina nei pressi di un canalino nella zona del Cingino; un sopralluogo, fatto però in una giornata nebbiosa che non ha permesso di capire gran che, ha comunque fatto comprendere che il sentiero sembrava partire da una apertura secondaria della galleria posta poco dopo il passaggio del canale (all'interno la galleria inizialmente scende appunto per poter traversare sotto al canale), per cui la conclusione è che gli operai andavano alla zona della finestra partendo appunto da questa apertura (oltre che probabilmente anche da Crestarossa lungo il traverso percorso in precedenza). Sono comunque tutte ipotesi (anche se obiettivamente paiono attendibili), perchè non ho trovato in rete informazioni riguardo le modalità di costruzione della galleria...

poggio panoramico...

 Naturalmente conoscendo ora il percorso, la traversata da Cingino a Crestarossa si può fare in giornata, calcolare almeno 3 ore e mezza (non è una traversata da fare "di corsa", anche per poter apprezzare come si deve il suggestivo ambiente...), tempo a cui si deve aggiungere naturalmente l'avvicinamento e il ritorno; il percorso è preferibile nel senso da Crestarossa a Cingino. Certamente varrà la pena, se possibile, tornare in zona per compiere appunto la traversata completa (personalmente non amo ripetere i giri, con tutti i luoghi che ci sono da visitare anche solo in Ossola e Valsesia, per i quali non basta una vita è un peccato sprecare il tempo ripetendo le escursioni, ma ci sono delle eccezioni, e questo giro è appunto una di quelle...).

 Si tratta di un percorso impegnativo con diversi tratti esposti che richiede passo sicuro e naturalmente buone condizioni del terreno, il versante è esposto prima a sud e poi a est, e in questa occasione, alla fine di ottobre, era ancora in buone condizioni (grazie anche al clima relativamente mite dei giorni precedenti), ma erano presenti comunque anche tratti con terreno gelato, ghiaccio che è possibile trovare anche nei canalini che si devono superare.

 Lungo il "sentiero" (vedi la traccia su : OSM), sono presenti alcuni segni di vernice gialla, in particolare nel tratto dalla quota 2319 m. alla Croce della Garansla, e una traccia più o meno evidente è spesso presente, salvo che nel tratto dal canale dopo il traverso sopra le iniziali giavine, fino alla quota 2319 m. sulla successiva crestina; tenere conto che alcuni segni gialli sono maggiormente visibili compiendo il percorso in senso inverso.

 

 Con Andrea partiamo sempre dal piccolo parcheggio di Ronco 1109 m. nelle vicinanze del Lago di Antrona, arrivando anche questa volta a un'ora ancora "notturna" seguendo poi il percorso che sale a Campliccioli lungo il sentiero situato sul versante sinistro orografico dei laghi; continuiamo sempre lungo il versante sinistro orografico passando dall'Alpe Vassoncino per poi salire alla successiva Alpe Granarioli 1412 m. (molto piacevole e "scenografico" questo inizio di mattinata ancora abbastanza limpido, dopo i colori dell'alba ammirati salendo da Ronco, anche nella zona di Vassoncino e Granarioli la bella luminosità presente in quel frangente ha permesso di raccogliere qualche gradevole immagine...).

alba...

 Continuiamo lungo il frequentato percorso segnalato che passa dall'Alpe Casaravera, poi da Lombraoro di sotto e in seguito, al bivio, si inizia la salita sul versante che porta ai prati dell'Alpe Saler da dove guardando in alto verso la cima della Punta della Rossa, si vede parte del versante che in seguito traverseremo, il sentiero poi supera il canale principale del Rio Sangoria (che la mappa catastale chiamo Rio del Cingino, mentre il toponimo Sangoria lo riserva per un immissario del lago di Cingino), e continua la salita sul versante opposto da dove si vede bene la prima parte del traverso da compiere, sul bordo superiore delle evidenti giavine, e infine dopo vari tornanti si arriva alla diga del Cingino 2229 m. fino a qui dalla partenza, circa 4 ore.

 (Durante la salita si poteva apprezzare il suggestivo ambiente della Val Troncone abbellito dalle tonalità autunnali... anche alle quote più elevate dove i colori ormai non erano più vivi come qualche settimana prima, ma erano piuttosto uniformi e sembrava quasi che la montagna fosse in attesa della neve, cosa che infatti è accaduta nei giorni successivi...).

immagini ↑→  


 

 Traversiamo sullo sbarramento della diga del Cingino da dove si nota che l'acqua è molto bassa, il "serbatoio" (così è definito dall'Enel il lago, e lo stesso vale per quello di Camposecco), viene svuotato in previsione della stagione invernale; ci portiamo presso gli spettrali ruderi della "Palazzina Edison" da dove iniziamo a traversare in discesa per aggirare il canale a fianco dell'ingresso della galleria che in quel punto non è superabile, bisogna passare alcune piodate (in questa occasione con presenza di ghiaccio), e infine scesi su terreno più favorevole incrociamo una traccia di sentiero frequentata dagli animali, naturalmente la seguiamo a ritroso per vedere da dove arriva e così "scopriamo" il giusto passaggio per traversare il canale che si trova circa 25 metri a monte della galleria... a quota 2208 m. foto 4 e 5 (cosa che non si era notata in un giro esplorativo precedente a causa della fitta nebbia); qui si notano anche alcuni piccoli fori su una roccia che forse servivano a fissare qualche manufatto che agevolava il passaggio.

 Seguiamo la traccia verso sud-est con una breve deviazione per scendere alcune decine di metri per andare a vedere un ingresso/uscita secondario della galleria (poco dopo il passaggio del canale) che ormai non è più utilizzato, probabilmente gli operai uscivano da qui per poi traversare verso la zona della "finestra"; nei pressi, a 2180 m. si vede anche una sorta di balma con un muretto laterale e un piano costruito, sembrerebbe essere un vecchio ricovero di fortuna, comunque non collegato alle costruzioni relative alla galleria per la condotta.

 Dopo aver dato una occhiata nella zona delle giavine, dove dalle foto scattate dai versanti opposti si notava una sorta di sentiero che le traversava (ma di cui non abbiamo in verità trovato traccia...), risaliamo a prendere la più corretta e comoda traccia che traversa a monte delle giavine e poi aggira uno sperone roccioso dove si trova una sorta di "muretto" (foto 12) che in pratica è stato l'unico manufatto evidente trovato lungo il percorso; aggirato lo sperone si risale sul ripido pendio erboso seguendo tracce di animali, su questo pendio alcune vecchie foto aeree mostravano un evidente sentiero che saliva a tornanti.

discesa al canale...

 Seguendo le tracce si arriva alla zona in cui si può traversare il successivo canale, abbiamo traversato su roccette che richiedono attenzione, poi saliti sul versante opposto e guardando a ritroso si notava un'altra traccia che traversava più in alto (foto 21) che potrebbe condurre più agevolmente al canale (però non abbiamo verificato); proseguiamo la traversata salendo nel contempo, in questo tratto non ci sono tracce evidenti, troviamo comunque dei segni di vernice gialla (certamente fatte dalla stessa persona che ha segnalato il traverso percorso la settimana precedente dalla finestra a Crestarossa...), in ogni caso bisogna raggiungere la successiva crestina panoramica alla quota 2319 m. (CNS) dove (foto 28, "croce" gialla sulla roccia a sinistra), qui siamo sul punto più "alto" di questo percorso, dove inizia il bel sentierino che traversa verso il poggio della Croce della Garansla, la quale risulterà ben più lontana di quello che sembrava al primo sguardo...

 Il sentierino che anche se a tratti tenue, sarà quasi sempre evidente, traversa questo complicato versante superando alcune nervature rocciose e dei canalini; lungo il percorso si passa presso alcuni larici che avevamo notato "studiando" le foto scattate in precedenza, larici che fanno da riferimento, comunque in caso di dubbi conviene sempre controllare bene il terreno per non trovarsi come nel punto di foto 62, superato con qualche difficoltà, per poi scoprire che bisognava farlo poco più in basso...

 Lungo il percorso belle vedute sul versante opposto della Val Troncone verso gli alpeggi di Larecchio, Lonze, Valaverta... e in basso la zona dell'Alpe Sasso (visitata durante : questo giro), e naturalmente la corona di cime che dal Pizzo del Ton salgono verso la testata della valle già un poco imbiancata dalla prima neve.

 Si arriva così finalmente al bel poggio panoramico della Croce della Garansla 2266 m. notevole la vista dei sottostanti laghi da questo punto; la vecchia Croce in legno della Garansla è ancora presente anche se adagiata a terra, il legno mostra inevitabilmente i segni del trascorrere del tempo... (dal passaggio "giusto" sopra la galleria al Cingino a qui, quasi due ore e mezza).

sentiero...

 Una breve e "meritata" sosta su questo poggio in posizione strategica che si protende dalla montagna (già raggiunto due anni prima salendo il ripido pendio sul versante sud : Link), e traversiamo in discesa verso il suggestivo versante della "finestra" (foto 75) lungo il sentierino invaso in alcuni tratti dai cespugli, si passa a monte di un tratto franato (foto 79, rimasto praticamente uguale a come era due anni prima), scendendo così al canale sopra il quale si notano due bei "scivoli" lavorati dall'acqua (foto 83, in quello a sinistra pare che l'acqua abbia scavato un passaggio, non visibile, nella roccia, perchè l'acqua che esce è poca rispetto a quella che entra dall'alto...).

 Traversato il canale dove la roccia è sempre coperta da detriti e richiede attenzione, scendiamo a 2176 m. presso i ruderi delle costruzioni utilizzate dagli operai ai tempi (intorno al 1920) della costruzione della galleria, e scendiamo ancora per raggiungere la cengia che conduce alla "finestra" di accesso alla galleria dove passa la grossa condotta (l'interruttore qui presente non era funzionante in questa occasione, naturalmente è d'obbligo avere la frontale in queste occasioni).

 Usciamo ancora una volta a Crestarossa dove intanto il meteo è peggiorato (anche in precedenza in verità, ogni tanto cadeva qualche fiocco di neve portata dal vento), e scendiamo lungo il solito sentiero verso la piana dell'Alpe Banella, poi a Campliccioli e a Ronco concludendo questo bel giro da lungo tempo allo studio, e finalmente realizzato...

 Tempo per questo giro, circa 10 ore incluse soste e divagazioni.

 Ottobre 2021 - Percorso impegnativo.

panorama dalla Croce della garansla...
immagini ↑→  



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