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Pizzo del Mezzodì e Passo Tignaga...

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    Pizzo del Mezzodì

1915 m. (e dintorni...).

 Valle Anzasca > Ceppo Morelli.
 

 

 Ritorno nella sempre piacevole Val Tignaga per visitare una di quelle cime "minori" solitamente trascurate, il Pizzo del Mezzodì a sud di Ceppo Morelli (dalla cima ci si trova proprio "a picco" sopra il paese).

 Il toponimo è utilizzato anche per montagne in altre zone (ad esempio sulla cresta tra la Val Bognanco e la Val Divedro, (Link) ed è relativo alla posizione del sole a mezzogiorno, guardando dal paese sottostante.

 (Lungo il percorso dalla Val Tignaga a Girareccio, si nota che sono stati recentemente rinnovati i segni di vernice, utili in particolare nel tratto che sale al Passo Tignaga dalla valle omonima, dove una traccia di sentiero è presente solo saltuariamente, naturalmente un grazie doveroso ai volontari che provvedono alla manutenzione dei sentieri...).

 

 Dal parcheggio poco prima della piazza della Chiesa di Ceppo Morelli saliamo (con Fiorenzo), per un tratto lungo la strada della Valle Anzasca per poi scendere (dopo la Cappella), sulla sinistra lungo una stradina che porta nei presi del bel ponte ad arco sull'Anza; sul versante opposto del torrente si sale seguendo la bella mulattiera (cartelli indicatori), che porta all'Alpe Piana di Ceppo Morelli 1172 m. (qui si notano le segnalazioni relative al collegamento con Girareccio, percorso che seguiremo in discesa al ritorno), poi raggiunto il ponte sul Torrente Tignaga si sale nel bel bosco ombroso verso la Cappelletta di Courgil 1374 m. luogo che si può certamente definire come il vero e proprio "ingresso" nella bella Val Tignaga.
     Si continua in falsopiano raggiungendo un bivio (a destra si sale a Corte di sopra), si prosegue invece sulla sinistra traversando il Torrente Tignaga e si sale all'Alpe Corte di sotto 1513 m. (la zona è sempre piuttosto "umida"...), si prosegue salendo al ripiano superiore giungendo così al Cascinone 1798 m. (Alpe Cascinon d'Chili sulla Rabbini), dove si trovano alcune incisioni, quelle di maggiori dimensioni sono identiche a quelle che si troveranno poi sul Pizzo del Mezzodì...

 Il percorso segnalato prosegue sulla destra e supera un torrentello dove si cammina su uno dei pochi tratti "costruiti" del sentiero, poi si trova un bivio, sulla destra si prosegue verso il Passo del Laghetto, mentre in questa occasione continuiamo la salita poggiando sulla sinistra seguendo i segni di vernice (una traccia vera e propria è presente solo in alcuni tratti).

 Si seguono i segni di vernice continuando sul panoramico altopiano in direzione est verso il Passo Tignaga, sulla sinistra si vede la quota 2011 m. e la successiva crestina che scende al Pizzo del Mezzodì, è forse possibile (non verificato), che si possa raggiungere la cima anche dal versante della Val Tignaga dove l'ambiente appare meno "imboscato" rispetto al versante opposto...

 Durante il percorso si possono ammirare le cime che fanno da "corona" alla Val Tignaga, cime visitate in occasione di precedenti escursioni : la Cima Olocchia (Link), il Monte Roncastello (Link), poi naturalmente la cima principale, la più conosciuta della zona, il Pizzo Tignaga; il Pizzo della Moriana, il Pizzo della Caccia (Link), e verso nord-ovest si vede lo stretto e ripido canalino che sale al Passo dell'Usciolo, collegamento con la zona di Lavanchetto (che riporta alla mente gli interessanti giri fatti in quella zona nel 2017, Link).

 Giunti al Passo Tignaga 1994 m. (fino a qui, da Ceppo Morelli, circa 3 ore), saliamo la crestina sulla sinistra (nord-ovest) che porta in breve alle rocce della quota 2011 m. il successivo tratto di cresta non appare percorribile, ritorniamo allora al passo e scendiamo alla baita di Piana Schüma 1953 m. (intanto, sia durante la salita al passo, che da questa zona, si era notato lontano sulla crestina, una roccia più chiara che pareva essere posta proprio sulla cima da raggiungere...).

 Piana Schüma era nominata Piana della Schiuma sulla Rabbini, in questo caso "l'italianizzazione" del toponimo non è riuscta molto bene... sembrerebbe più logico che il nome dialettale possa più correttamente essere tradotto con "Piana della Cima"...

 Cercando di evitare il più possibile le zone più "imboscate", scendo traversando sui nevai residui e sulle giavine per poi salire faticosamente alla crestina, ma non si è rivelata la scelta giusta... giunto sulla cresta mi rendo conto che la stessa non è interamente percorribile (diversi salti di roccia), allora traverso sul versante Tignaga su terreno molto ripido ed esposto, raggiunta nuovamente la cresta passo sul versante est per poter finalmente raggiungere la roccia chiara della panoramica cimetta del Pizzo del Mezzodì 1915 m. (CNS), bella vista in particolare sulla sottostante Valle Anzasca, la Val Tignaga ad ovest, e la zona di Girareccio e Laveggio ad est. mentre le usuali nuvole estive coprivano parzialmente le cime del versante opposto della Valle Anzasca.

 Sulla roccia chiara si notano delle incisioni che sono identiche (l'autore è certamente la stessa persona...) a quelle viste al Cascinone... qui passava il confine tra i Comuni di Borgone d'Ossola e Prequartera (il Comune di Ceppo Morelli è stato costituito nel 1866 dalla fusione dei due comuni precedentemente menzionati...).
 Una breve pausa, e per il ritorno decido di scendere direttamente il versante est con percorso piuttosto "incerto" e impegnativo, alla fine, questa soluzione non è certo consigliabile (vedi foto 61), è preferibile seguire la cresta a ritroso per un tratto e cercare una via migliore... alla fine per raggiungere la cima dal versante est conviene salire alla cresta un poco più a sud della verticale della "vetta", il terreno rimane comunque "scomodo e intricato"...

 Traversando tra i rododendri (che nascondono insidiosi buchi tra i massi mimetizzati), non risalgo a Piana Schüma ma raggiungo il baitello di Le Piane ca. 1880 m. (che si vedeva tra i larici, dall'alto), un ultimo traverso verso est e finalmente raggiungo il sentiero segnalato, così con Fiorenzo scendiamo a Girareccio 1655 m. (Girereccio sulla Rabbini) luogo già visitato in precedenza.

 Da Girareccio il percorso usuale scende verso est passando da Laveggio, in questa occasione seguiamo invece una "scorciatoia" (i segnali visti all'Alpe Piana di Ceppo Morelli), che traversa in discesa tutto il largo versante nord del Pizzo del Mezzodì; sul fianco di una delle baite ristrutturate di Girareccio si vede la scritta "Piana" e scendendo al bosco sottostante si cercano i segni di vernice che, con ometti (e anche alcune bandelle di plastica...), segnalano il percorso, una traccia di sentiero non è sempre evidente (non è certo un percorso frequentato...).

 Dopo un lungo tratto in lieve discesa, giunti nel bosco di conifere più "ombroso" si scende più decisamente raggiungendo l'Alpe Piana di Ceppo Morelli (circa 50 minuti per questo traverso), da dove si torna al paese lungo il percorso seguito all'andata.

 Tempo per questo giro, circa 7 ore. Difficoltà E (EE per il Pizzo del Mezzodì).

   Maggio 2020
 

 
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