in Montagna...
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Alpe Cardo' e dintorni - Alta Val Brevettola


 Gli alpeggi dell'alta Val Brevettola e il Passo del Fornetto :

 
Passo d'Arnigo, Alpe Vauzone, Alpe Campo, Passo del Fornetto, Alpe Cardo', canale/scorciatoia a 2280 m. Alpe Fornalino, Pezzalunga, Pianezza, Forno, Bognanco Fonti... (da Bognanco Fonti).


 

 Trascorso un mese dalla precedente escursione dedicata a una parte della cresta che circonda l'alta Val Brevettola (vedi la pagina del : Pizzo Cardo), ritorno in zona per completare la visita dei luoghi di interesse rimasti, gli alpeggi e il Passo del Fornetto; in particolare l'interesse è rivolto a un alpeggio dimenticato, l'Alpe Cardò... di cui non ci sono informazioni (solo il Brusoni ne fa menzione), alpe che non è riportato su alcuna mappa con l'eccezione della antica mappa degli Stati Sardi del 1852.

 Durante la precedente visita, osservando la zona dalla cresta, si intuiva la presenza di alcuni resti di ruderi e in particolare una sorta di "rettangolo" (probabilmente era solo una recinto per gli animali) il quale è visibile anche su alcune foto aeree; non credo fossero presenti delle vere e proprie baite, ma solo dei piccoli ricoveri di fortuna utilizzati nel breve periodo estivo adatto per il pascolo in questa zona situata a quote relativamente elevate, l'Alpe Cardò si trova a circa 2233 m. e perciò risulta anche uno degli alpi più "alti" della Valle Antrona, superato solo da alcuni alpeggi posti a ridosso della cresta di confine, in Val Loranco e Val Troncone.

alta Val Brevettola...
alta Val Brevettola...

 Una lunga escursione su terreno in gran parte agevole, da farsi preferibilmente in una giornata limpida per evitare possibili problemi di orientamento (in parte si svolge seguendo tracce saltuarie di animali), ma anche per poter apprezzare maggiormente il bell'ambiente circostante... come per la visita precedente sono partito dalla Val Bognanco (da Bognanco Fonti), questo per la maggiore "comodità" degli orari dei mezzi pubblici rispetto alla Valle Antrona, ma anche perchè il giro è preferibile nel senso descritto, in modo da compiere il percorso più "logico" per visitare tutti i luoghi di interesse senza troppe divagazioni...

 Partenza da Bognanco Fonti ca. 670 m. dalla Chiesa si sale alla strada asfaltata per San Lorenzo che si segue fino al primo tornante dove, sulla sinistra, prosegue in salita una stradina sterrata che passa da San Martino 854 m. e poi raggiunge la piccola centrale elettrica nei pressi della quale si supera sul ponte il Torrente Bogna, passati sul versante destro idrografico della valle si continua sulla destra fino al bivio (cartello per Curtit - Scatta) dove il sentiero D15 inizia la salita del ripido versante boscoso con numerosi e regolari tornanti.

 Si traversa il grosso tubo della condotta e più in alto si passa presso il bivio per gli interessanti alpeggi di La Baita e La Motta, vedi : questa pagina, continuando la salita si giunge poi al bel pianoro dell'Alpe Curtit 1538 m. (già visitata in precedenza, vedi la pagina della : Val Bognanco), di fronte verso sud, si vede il pendio da risalire che si raggiunge superando prima il piccolo rio, il sentierino che risale non è sempre evidente a causa della rigogliosa vegetazione (e anche per la apparente poca frequentazione...), si arriva in seguito all'Alpe della Scatta 1831 m. poco più in alto sulla sinistra si raggiunge il più evidente sentiero che traversa verso Saudera, proseguendo invece sulla destra in breve si arriva alla Scatta 1906 m.

 Dalla Scatta si scende per un breve tratto verso ovest (versante dell'Alpe Garione), e al bivio si continua sulla sinistra in direzione del grosso masso/balma presso il quale passa il sentiero (sotto il masso si vedono resti di muretti che confermano il suo utilizzo come riparo, il "soffitto" è però molto basso e per entrare bisogna strisciare...), guardando a ritroso si nota la bella e affilata crestina che sale a nord della Scatta, mentre in direzione opposta si vede in alto, a destra del Passo d'Arnigo, la quota 2221 m. il sentiero traversa il piacevole ambiente scendendo a raggiungere il percorso D17 che sale da Garione, e infine risale il versante fino al Passo d'Arnigo 1990 m. (già raggiunto durante la visita alla Cima Camughera, vedi : questa pagina), affacciandosi così sul versante della bella Val Brevettola, fino a qui dalla partenza, circa 2 ore e mezza.

l'Alpe Campo...
l'Alpe Campo...

 Dal Passo d'Arnigo si scende lungo il sentiero giungendo in breve ai ruderi dell'Alpe Arnigo 1910 m. di fronte si vede il versante che sale a Ogaggia, poi la bella e frastagliata cresta che sale al Pizzo Ciapè (Link), e il versante dell'alta Val Brevettola con in alto, piuttosto lontano, il Passo del Fornetto.

 (Dal Passo d'Arnigo, un altro sentiero, il C08, traversa su fianco del versante per poi scendere direttamente verso il pianoro dell'Alpe Campo).

 Il sentiero scende alla zona non lontano dal torrente e una breve divagazione sulla sinistra permette di raggiungere l'Alpe Vauzone 1653 m. ripreso poi il sentiero C06c lo si segue in salita rimontando il versante a destra (nord) del profondo solco dove scende il Torrente Brevettola, e si arriva così sul largo pianoro dell'Alpe Campo che in questa occasione si presenta completamente "rivoltato" (anche altri tratti del percorso erano così, immagino a causa della presenza dei cinghiali...).

 Sul pianoro, il sentiero C08 prosegue traversando il torrente e poi sale a Ogaggia, l'Alpe Campo si trova discosta dal percorso segnalato (credo che ben pochi escursionisti salgano a vedere l'alpetto...), le piccole baite erano state costruite a ridosso di una parete rocciosa a monte del pianoro, così da essere al riparo dalle slavine, si sale in loro direzione traversando una grande distesa di piante di lamponi (sfortunatamente era tardi per raccogliere qualche frutto, in compenso, in seguito lungo il percorso si trovavano ancora i mirtilli...).

 Si arriva così all'Alpe Campo 1876 m. protetta dalla roccia soprastante (e anche dalle ortiche che la circondano...), questo ha fatto si che sia rimasta in condizioni migliori rispetto agli altri alpeggi della zona, nei pressi scende dall'alto lungo il dirupato versante, il Torrente Brevettola; un alpeggio interessante che merita senz'altro una visita. Fino a qui dalla partenza, circa 3 ore e mezza.

in alto, il Pizzo Ciapè...
in alto, il Pizzo Ciapè...

 Lasciando l'Alpe Campo (da qui in avanti lasciando anche i sentieri segnalati), si traversa verso nord-est costeggiando il versante roccioso, e passando presso un altro rudere azzerato, poi si può continuare verso il dirimpettaio pendio erboso che sale al versante soprastante, oppure come fatto in questa occasione, trovata una traccia di animali l'ho seguita in salita, e con percorso interessante si raggiungono i prati superiori; in alto sulla sinistra si vede una costa che bisogna raggiungere, e sulla quale osservandola dalla cresta durante il giro precedente, si vedeva una evidente traccia che saliva a partire dalla zona mediana del pendio.

 Prima però bisogna traversare il canale del Torrente Brevettola (che sulla mappa catastale odierna, in questo tratto superiore viene chiamato Rio Boarecci), si prosegue per un tratto in salita lungo la costa sulla sinistra idrografica del canale, poi si scende al torrente in un punto favorevole e si risale il versante opposto raggiungendo la costa, dove la bassa vegetazione non presenta problemi essendo poco sviluppata, salendo si raggiunge la traccia di animali che porta con percorso via via più panoramico verso una bocchetta da dove ci si affaccia sul versante del Fornetto, qui su una roccia si trova una incisione con delle iniziali e la data 1928.

in Val Brevettola...
in Val Brevettola...

 Qui si può anche accorciare il giro evitando la divagazione per il Passo del Fornetto (nel caso lo si abbia già visitato, ma non era questo il caso, volevo andarci anche per vedere le incisioni che dovevano essere presenti in loco); si scende verso il versante del Fornetto lungo una cengia e poi si risale traversando verso il Passo del Fornetto 2263 m. (dove la mattinata limpida ha permesso di raccogliere qualche immagine col teleobiettivo di alcune delle interessanti zone visitate in passato in Valle Antrona). Fino a qui dalla partenza, poco più di 5 ore.

immagini ↑→  




 Ritornato alla bocchetta con l'incisione del 1928 si vede una traccia che traversa in piano il tranquillo versante dell'alta Val Brevettola in direzione nord, la seguo fino a che si perde e poi continuo risalendo nel contempo il versante raggiungendo così uno dei due pianori ben visibili guardando dalla cresta posta a nord, sul pianoro inferiore si trovano i vari piccoli ruderi ormai azzerati dell'Alpe Cardò a circa 2233 m. ( : gpx ) appare chiaro che erano solo dei piccoli ricoveri di fortuna, costruiti a ridosso delle piccolo sporgenze rocciose presenti in loco, si nota il "rettangolo" visibile in alcune foto aeree e nei pressi la sorgente dell'alpe, che si può considerare anche la sorgente del Torrente Brevettola...

 A questo punto, per andare all'Alpe Fornalino in modo da tornare a Bognanco Fonti, una possibilità era (come fatto nella precedente visita), quella di salire alla soprastante cima quota 2426 m. (chiamata Passo Cardù da qualcuno), e scendere al Passo del Fornalino, ma naturalmente anche per non ripetere lo stesso percorso, se ci fosse stata una alternativa era preferibile... infatti durante il percorso della soprastante cresta avevo visto un canale in apparenza facile, che poteva consentire di scendere più direttamente alla zona dell'Alpe Fornalino (canale che in verità avevo già notato durante i giri sul versante opposto della Val Bognanco, vedi a esempio la foto 49 scattata durante la salita alla Cima Solì nel giugno 2020).

i prati dell'Alpe Cardò...
i prati dell'Alpe Cardò...

 Allora dal pianoro di Cardò risalgo il versante (si passa su alcuni tratti franati), traversando nel contempo verso nord-est in direzione dell'intaglio a circa 2280 m. dove si trova la "scorciatoia" per l'Alpe Fornalino; il canale è agevole e in buone condizioni non presenta problemi, in questa occasione (ultimo giorno di settembre 2021) si presentava molto umido e scivoloso, anche perchè qui il sole probabilmente non arriva già più in questo periodo.

 Si scende passando su alcune piccole giavine e poi si traversa sulla sinistra superando una zona con rododendri, uscendo così presso la sinuosa colata di sassi di un altro canale che scende dalla cresta (canale che è più impegnativo rispetto a quello disceso, forse è percorribile, con buone condizioni, magari provando in salita...), e si arriva in breve ai prati dell'Alpe Fornalino 2032 m. Dal Passo del Fornetto fino a qui, quasi 1 ora e mezza.

 Qui il silenzio della montagna era spesso interrotto dai tipici bramiti dei cervi che provenivano dalla imboscata costa che sale dalla zona dell'Alpe Garione (siamo nel periodo degli amori...), si ascoltavano anche la mattina durante la salita verso il Passo d'Arnigo.

 Una breve sosta e riprendo la discesa lungo l'ormai noto sentiero D19 che scende passando da Pezzalunga, Pianezza, e Forno (qui pausa caffè gentilmente offerto dagli alpigiani che stanno gradualmente portando a valle le mucche, dopo un'estate passata in gran parte all'Alpe Garione), e infine torno a Bognanco Fonti concludendo questo piacevole giro.

 Tempo per questo giro, circa 9 ore.

 Settembre 2021 - Difficoltà E/EE

immagini ↑→  




il canale/scorciatoia che scende all'Alpe Fornalino...
il canale/scorciatoia che scende all'Alpe Fornalino...

nel canale del Torrente Brevettola...
nel canale del Torrente Brevettola...
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