in Montagna...
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in Val Sermenza : Val Chiappa e dintorni...


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 Una visita sul versante della montagna di fronte a Boccioleto dove sale la lunga (ed estesa), Val Chiappa, cercando di sfruttare la prevista pausa di alcune ore tra un acquazzone e l'altro di questo periodo estivo con meteo variabile; partenza mentre la pioggia mattutina sta terminando, e ritorno con la parte finale sotto una pioggerella che alla fine non ha dato particolare fastidio.

 Piacevole escursione su sentieri segnalati (segnaletica che è stata rinnovata dai volontari, ai quali vanno naturalmente i ringraziamenti, proprio poche settimane prima) che non presenta difficoltà.

bell'affresco...

 Con Fiorenzo partiamo da Boccioleto 667 m. una interessante e rinomata località della Val Sermenza dove, prima della partenza, facciamo una breve divagazione sotto i "portici" del paese dove si è al riparo in caso di pioggia... in paese notiamo i manifestini relativi alla imminente festa patronale di San Peru (San Pietro); all'uscita di Boccioleto presso la Chiesa dell'Annunziata (qualche possibilità di parcheggio), si sale per un tratto lungo la strada della valle verso San Marco, e poco prima dell'omonimo Oratorio si trovano i segnali del sentiero 371.

 Scendiamo lungo la bella mulattiera che porta al ponte sul Torrente Sermenza e risale il versante opposto trovando inizialmente un bivio attualmente non segnalato, sulla destra arriva il Sentiero delle Felci che percorreremo al ritorno, e si giunge alla località Casetti circa 720 m. con l'Oratorio di San Matteo e le sue baite in gran parte ristrutturate, qui bella vista verso Boccioleto e dintorni, la Torre delle Giavine e il versante che sale alla Cima Massero, vista resa più suggestiva dalle tipiche condizioni atmosferiche presenti quando terminano le piogge (ma non durerà a lungo...).

 Saliamo passando da Cà de Zali dove, oltre alla Cappelletta non più in buono stato, si trova uno degli affreschi più interessanti visti fin ad ora, una Madonna con Bambino in condizioni tutto sommato ancora buone, ai due lati in basso, si vedono delle iscrizioni in corsivo e dei piccoli disegni (ci vorrebbe qualche "esperto" in materia per saperne di più...), forse più che l'affresco in sè è suggestiva la baita che lo ospita e soprattutto la "custodia" in legno in cui è posto...

 Il sentiero prosegue salendo la dorsalina e poi inizia a traversare il versante verso ovest superando il canale del Croso della Gula oltre il quale il percorso si fa più ripido nella faggeta, si iniziano a trovare alcuni ruderi che fanno parte del corposo (e sparso) Alpe Oropiano, sul pianoro dove erano presenti i prati dell'alpeggio si trova una grossa costruzione in rovina a 1269 m. dove si vedono gli ultimi resti di un affresco che purtroppo è andato perso, è presente anche una architrave in sasso con una Croce incisa (poco evidente), su un pianoro più in basso si trova invece l'unica baita riattata della zona (qui arriva anche una teleferica), sulla baita vicina ancora in discreto stato, si legge la data 1922.

a Oropiano...

 Il sentiero prosegue la salita in direzione sud e anche su questa dorsale, come per Oropiano, si incontrano in sequenza vari ruderi che fanno parte dell'Alpe Roccolo il cui nucleo principale è a 1367 m. nei pressi si nota che era stato realizzato una sorta di "piano rialzato" dove è presente un altro rudere...

 Continuando la salita si giunge alla panoramica Cà d'Marco 1426 m. dove è presente un affresco, da qui si vede in basso Boccioleto, mentre le cime sono sempre avvolte dalle nuvole, ancora un tratto di salita lungo la dorsale che prosegue verso la boscosa cima del soprastante Pizzetto, e poi il sentiero inizia un relativamente lungo traverso sul versante della Val Chiappa.

 Si raggiunge la dorsale alla Colma Masset 1530 m. e sul versante che scende a Scopa (zona dove le condizioni meteorologiche sono momentaneamente migliori), si vedono poco più in basso i ruderi dell'Alpe Colma, vicino alla Colma è presente anche una bella fioritura di Asfodelo montano; continuando il percorso, per un tratto si rimane sulla dorsale, poi si riprende a traversare sul suo fianco destro (nord ovest), nei momenti in cui la nebbia si dirada un poco, si vede verso ovest la dorsale e i ruderi di Roncaccio dove scenderemo, e più in basso Piana che raggiungeremo anch'essa con una breve divagazione, infine arriviamo alla piacevole e panoramica Bocchette di Scotto 1533 m. crocevia di sentieri. Fino a qui da Boccioleto, circa 3 ore e mezza.

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 Una pausa sui prati fioriti della Bocchetta di Scotto (raggiunta da Scopa in un precedente giro invernale, Link), e iniziamo la discesa in Val Chiappa lungo il sentiero 374 con un traverso nella rigogliosa vegetazione, sul versante destro orografico della valle si vede bene la grossa costruzione dell'Alpe Tradaiasso (Rabbini), raggiunta la dorsale si scende per un tratto nella faggeta per poi raggiungere i prati dell'Alpe Roncaccio 1422 m. posta in posizione "centrale" dove si ha una bella vista in particolare sui versanti che scendono dalla cresta della Cima dei Laghetti (quando la visibilità lo consente naturalmente...).

 Dall'Alpe Roncaccio lasciando i prati si entra nella faggeta e inizia una lunga discesa sulla dorsale boscosa, il sentiero presenta numerosi tornanti su un terreno piuttosto ripido (personalmente ritengo questo tratto preferibile in discesa, in salita sarebbe forse un po' monotono), più in basso si traversa prima il Rivo del Roncaccio (o Croso della Suggia sulle attuali mappe), poi il piccolo Rivo di Tradaiasso e si arriva alla caratteristica e singolare Alpe Preti (Cà d'Preti) 965 m. che, da quel che si vede, chiamarla alpe forse non sembra un termine adatto...

 La caratteristica costruzione che attualmente "manca" della torre che era presente sulla sinistra, crollata in passato, probabilmente fu fatta erigere da qualche danaroso possidente locale, forse un discendente della famiglia di Giacomo Preti, il Giacomaccio che fu a capo della rivolta contro i nobili di Varallo nel 1518 (Link), ma guardando alcuni degli affreschi presenti pare proprio che il discendente avesse simpatie diciamo opposte, un convinto monarchico...

Cà Preti...

 Da Cà Preti scendiamo per traversare il solitamente tranquillo Torrente Chiappa (solo dopo forti precipitazioni potrebbero esserci problemi di acqua alta), poi si raggiunge la mulattiera e un bivio (intanto inizia a piovere...), saliamo sulla sinistra lungo il sentiero 373 che in breve porta a Piana 990 m. una breve visita al piccolo nucleo di baite, alcune riattate, e riprendiamo la discesa lungo la bella mulattiera che passa accanto alla Cappella del Santissimo Crocifisso, in seguito si incontrano quattro ponticelli in legno che permettono di superare più agevolmente alcuni canalini laterali, e si raggiunge il ponte sul Torrente Chiappa dove traversa (qui non segnalato, i relativi cartelli si troveranno in seguito), il Sentiero delle Felci.

 (Questo traverso in direzione della mulattiera che sale da San Marco, è relativamente lungo e presenta vari saliscendi, se non si ha molto tempo, oppure si è troppo stanchi, conviene continuare sulla sinistra (sentiero 373) e raggiungere il ponte che sale a Piaggiogna, e lungo la strada asfaltata si torna a Boccioleto).

 Traversando sul ponte si sale a un pianoro dove si trova una baita che pare in stato di abbandono, il sentiero la contorna salendo sulla destra e poi continua il  percorso con un relativamente lungo tratto in salita, si arriva in seguito al corposo nucleo di Cuna in cima 780 m. un gruppo di baite in buone condizioni, proseguendo si vede in alto sul versante opposto, l'onnipresente Torre delle Giavine, si continua scendendo e passando presso alcune baite abbandonate, in basso sulla sponda opposta del Sermenza si nota il grosso rudere della "Fabbrica" un vecchio opificio che naturalmente utilizzava l'acqua del torrente, probabilmente anche per muovere i macchinari (non so quale fosse la lavorazione in questo fabbricato).

 Segue un tratto un po' dissestato nella zona del Croso della Gula (già superato, più comodamente, all'andata), e si sbuca sulla mulattiera percorsa all'inizio del giro, risaliamo verso San Marco e infine si scende a Boccioleto.

 Tempo per questo giro, circa 7 ore e mezza.

   Difficoltà E   Giugno 2021

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a Cà Preti...
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