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Vallone di Gavala : Massa e Massale...

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 Alla Massa e al Massale lungo la cresta nord traversata dai "passaggi disastrosi" del Ravelli...

 

 Isola di Vocca, Alpe Fej, Alpe Alcione, Alpe Terragnolo, Alpe del Vallè, Cima del Vallè, Cima di Selva Tuppa, Bocchetta della Finestrella, Sella della Massa, La Massa, Sella di Raspagialla, quota 1484 m. (IGM), Alpe Bottorno o Concrèn di sopra, Massale.

 Ritorno alla quota 1484 m. e discesa all'Alpe Concrèn e al sentiero 219, Alpe Massale, Alpe Selletto, Alpe Stalmezzo, Erta, Isola.

   Varallo Sesia > Vocca > Isola.

 

 In una giornata con meteo incerto e piogge previste nel primo pomeriggio, con Andrea partiamo da Isola di Vocca (Isola Scalvini sulla Rabbini) 524 m. parcheggio a lato della strada prima di entrare in paese, Isola è l'ultima frazione di Vocca ed è posta all'ingresso del selvatico e (anche proprio per questo...) affascinante Vallone di Gavala; ai tempi ad Isola ci si arrivava in barca... poi nel 1842 fu costruito il primo ponte del costo di Lire 30.000 che ebbe però breve durata, fu rifatto in seguito ben tre volte... (Informazioni dal sempre prezioso volume di Don Luigi Ravelli "Valsesia e Monte Rosa" del 1924).

 Seguiamo inizialmente la sterrata vicino al parcheggio che porta al Ponte Castellotto 549 m. oltre al quale sale la mulattiera che conduce a un bivio, sulla destra il sentiero principale della valle, il 219 che percorreremo poi al ritorno, saliamo invece sulla sinistra lungo il meno frequentato sentiero 608 che passa dall'Alpe Fej 580 m. e poi da Alcione (740 e 795 m.); in seguito si raggiunge l'Alpe Terragnolo ca. 1050 m. e l'Alpe Vallè 1212 m. dove abbandoniamo il sentiero segnalato che traversa verso est alla Sella del Vallè per proseguire con percorso libero salendo sulla dorsale che arriva dal Massucco Terragnolo sul cui fianco avevamo traversato in precedenza.

 La dorsale inizialmente presenta tratti piuttosto "scomodi" per la presenza dei rododendri, passiamo dalla quota 1330 m. dove si hanno le prime aperture panoramiche (ma non è certo la giornata giusta per questo...), proseguiamo raggiungendo le roccette della Cima del Vallè 1467 m. (da Isola a qui, circa 2 ore e mezza), dove si può vedere sulla sinistra (est) la sottostante valle che scende a Morca, verso sud la variegata crestina che prosegue verso La Massa e il Massale (la cui sommità è già nascosta dalle nubi), la crestina è più "facile" di quello che appare, si può percorrerla sul filo oppure seguendo alcune sporadiche tracce di animali sul versante di Gavala.

 Poco più avanti si passa dalla Cima di Selva Tuppa 1472 m. oltre la quale (foto 27) si vede la bella crestina che sale alle due cime principali, e durante il percorso si trovano alcuni saliscendi che conducono ai tre "passaggi disastrosi e di nessuna praticità" tra il versante di Gavala e quello di Morca menzionati dal Ravelli sul suo libro...

 Si scende prima alla Bocchetta della Finestrella che in pratica è uno stretto canalino (sul versante di Morca scende il Rio Finestrello...) che appare certo poco comodo come passaggio tra le due valli, ma proprio nelle vicinanze troviamo (foto 29) il muretto di un vecchio sentiero... non si sa se collegato appunto al passaggio tra Morca e Gavala, oppure se era relativo a un sentiero che traversava sotto la cresta.

 Continuando lungo la cresta si scende alla boscosa Sella della Massa (il passaggio che appare il meno "disastroso" tra i tre menzionati, però non si vede come sia il versante più in basso...), dalla sella si sale verso la cima della Massa la cui "gobba" sommitale appare poco invitante per una salita diretta (anche per le condizioni meteo), e allora traversiamo in salita (terreno comunque piuttosto ripido), sul versante Gavala per raggiungere la cresta poco a sud della cima della Massa 1557 m. (da Isola a qui, poco meno di 4 ore).

 Guardando in direzione del versante opposto della Valle di Gavala, si nota l'interessante versante che sale dalla Finestra al Becco omonimo, versante che abbiamo visitato dopo una settimana : Link.

 Si prosegue sulla variegata cresta per poi scendere all'ultimo intaglio, quello della Sella di Raspagialla che si raggiunge poggiando su terreno piuttosto ripido sul versante di Gavala (la cresta sopra la sella precipita con un salto di roccia); dalla Sella di Raspagialla la cresta che sale al Massale non appare percorribile, la roccia è quasi verticale, e allora traversiamo sul fianco destro (ovest) procedendo alla base delle rocce; in lontananza si vede una crestina che scende in Val Gavala sulla quale si notano due sellette, una più accentuata in basso, e un'altra appena accennata più in alto che decidiamo di raggiungere traversando in salita il versante (percorso meno "scomodo di quello che appare, foto 44 e 45).

 Raggiunta la selletta (che è quella della quota 1484 m. riportata sulla IGM) saliamo la dorsalina che riporta alla cresta, e poco più in basso troviamo i miseri ruderi dell'Alpe Bottorno ca. 1560 m. (Alpe Concrèn di sopra sulla mappa OSM, mentre il Ravelli nella descrizione della salita al Massale da questo versante menziona appunto l'Alpe Bottorno...).

 Continuiamo la salita puntando alla giavina tra i rododendri di foto 48 (che può fare da riferimento), mentre iniziamo a trovare alcuni tratti evidenti del vecchio sentiero che traversava passando a monte della giavina (al ritorno troviamo anche un muretto...), puntiamo alla destra del versante roccioso che sorregge la cima del Massale (foto 49), e dopo un ultimo tratto che richiede attenzione arriviamo sulla cresta a sud della cima del Massale 1745 m. che in breve raggiungiamo. (da Isola a qui, circa 5 ore).

 Una sosta sulla cima in attesa di una improbabile schiarita che non arriva (il meteo appare anzi in ulteriore peggioramento), e ritorniamo alla selletta 1484 m. dalla quale scendiamo sulla sinistra (sud) mentre inizia a piovere... con percorso libero tenendoci più o meno al centro del versante raggiungiamo l'Alpe Concrèn 1323 m. proseguendo la discesa non abbiamo trovato tracce del vecchio sentiero che raggiungeva l'alpe (può essere che bisognava poggiare più decisamente vicino alla dorsale che scende dalla quota 1484 m.), comunque scendiamo lungo una dorsalina posta tra due canali (il principale è quello sulla sinistra, sud) e prima che congiungano bisogna traversare sulla destra (nord) prima che il terreno diventi troppo impegnativo...

 Continuando a traversare in discesa si raggiunge la faggeta (dove una schiarita porta il sole a riscaldare l'ambiente creando una nebbia che rende per alcuni secondi molto suggestivo il bosco in cui ci troviamo... foto 59), più in basso la faggeta diventa molto tranquilla e si ritrovano le tracce del vecchio sentiero che scende a tornanti, si passa da un alpetto senza nome e poi finalmente si raggiunge il sentiero segnalato 219 che scende dall'Alpe Grossa.

 Con percorso vario e piacevole (ormai la pioggia è cessata), con alcuni tratti in salita si torna traversando numerosi canali, tenere conto che il percorso è relativamente lungo (dal punto in cui abbiamo raggiunto il sentiero ad Isola, almeno 1 ora e mezza); si passa dai ruderi dell'Alpe Massale e dell'Alpe Selletto raggiungendo l'Alpe Stalmezzo da dove si prosegue per l'Erta 742 m. con la Cappella della Madonna del Rosario, infine si scende velocemente al bivio incontrato all'andata e al Ponte Castellotto.

 Tempo per questo giro, circa 8 ore e mezza. Percorso impegnativo.

   Giugno 2020.

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