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Alpe Raviciale e dintorni...


   Valle Strona di Postua: Raviciale, Montà e dintorni..

 Roncole di Postua, Alpe L'Aigra, Rio Panin, Prajugno, Alpe Raviciale, Cima Montà, Bocchetta della Selvaccia, alpe senza nome a 1620 m. Alpe Vallè, Alpe Panin, Roncole.

 

 Con Andrea torniamo dopo qualche tempo nella bella Valle Strona di Postua per visitare un alpetto "scoperto" mesi addietro guardando sulle antiche mappe degli Stati Sardi dove, in quella zona, era riportato il toponimo Raviciale... era l'unica mappa su cui si poteva leggere quel nome (ora lo si trova anche sulla OSM), e naturalmente questo ha destato interesse, è un alpetto di cui si è persa la memoria anche da parte della gente di Postua; per la sua collocazione e anche dall'aspetto dei ruderi rimasti, che sembrano essere stati solo dei ricoveri di fortuna utilizzati saltuariamente, si comprende che non era certamente un alpe "importante", ma anche per il solo fatto che avesse un nome, meritava una visita; in zona abbiamo visitato anche un altro alpetto simile del quale però il relativo toponimo è sconosciuto (e sarà ben difficile recuperarlo...).

 Come gran parte dei percorsi "interessanti" che si possono seguire nella estesa Valle Strona di Postua, questa escursione richiede un lungo "avvicinamento" e naturalmente anche un lungo ritorno... di questo bisogna tenere conto nel programmare giri di un certo tipo, magari senza esagerare con il numero dei luoghi da visitare, ma nel contempo, proprio per queste ragioni, varrebbe la pena profittare dell'occasione per vedere il più possibile...

 Infatti in questa occasione dopo aver raggiunto Raviciale, decidiamo di proseguire verso la soprastante cresta nonostante la stanchezza dovuta al gran caldo di questa giornata di giugno (e nonostante l'arrivo di nuvole che coprivano a tratti le creste), salendo così alla cima più elevata di questo tratto di cresta, cima che non ha nome sulle mappe, però guardando la solita Rabbini troviamo il toponimo Montà in quel punto, la cresta era (è) anche confine comunale.

 

 Partiamo come al solito dal parcheggio al termine della strada dopo Roncole di Postua circa 470 m. (per il tratto iniziale fino a L'Aigra vedi le visite precedenti), giunti al bivio prima di L'Aigra proseguiamo sulla sinistra lungo sentiero H20 raggiungendo il nucleo dei ruderi dell'Alpe L'Aigra presso il Rio Gesiola che superiamo sul ponte, il sentiero prosegue nei pressi del Rio Panin e poi inizia a salire, ignoriamo le deviazioni per Disiola del Badina (Gesiola di sotto) e quella meno evidente del sentiero seguito in discesa dopo il bel giro a Cassiogno (Link).
vista sul Monte Barone...
 Il sentiero entra nella valle con poche vedute panoramiche, ma la visuale si apre giungendo nella zona di Prajugno circa 1110 m. dove i prati di un tempo sono ora ricoperti dalle felci (che in verità sono anche esteticamente piacevoli a questo stadio vegetativo, poi più avanti diventano semplicemente fastidiose...); sulla sinistra naturalmente spicca il Monte Barone dove le nuvole iniziano ad avvolgerne la sommità, proseguiamo arrivando al canale del Rio Prajogno presso il quale la carta CNS riporta un sentiero che sale per un tratto il versante di Raviciale (di questo sentiero non abbiamo trovato tracce significative). (fino a qui dalla partenza, circa 3 ore).

 Per un primo tratto saliamo nel bosco sulla destra orografica del piccolo rio, poi il percorso diventa abbastanza scomodo tra la vegetazione, e quando più in alto si vede sulla destra (est) la dorsalina con radi alberi che appare più agevole, traversiamo raggiungendola e risaliamo inizialmente su erba e rade roccette; il percorso è via via sempre più panoramico e sarebbe anche molto piacevole se non fosse per la fatica che si fa sentire a causa del gran caldo di questa giornata afosa...

 Salendo la roccia diventa più preponderante, la si può affrontare direttamente oppure aggirala sulla sinistra per ripidi prati, intanto il panorama si apre in particolare verso la vicina Cresta di Celogn che sale alla cima del Cugnolaccio (cresta che in verità avevamo "adocchiato" per una possibile salita, ma questa bella cresta, oltre alla lunghezza, presenta diversi salti che dovrebbero essere aggirati, rendendo così il percorso poco logico; il Ravelli scrive di questa salita dicendo 1 ora e 20 minuti da Cassiogno... ma obiettivamente pare una tempistica impossibile, lasciamo ad altri più capaci questa salita...); verso ovest invece il versante che sale al Barone è ormai parzialmente offuscato dalle nebbie.

 Infine si sbuca su un colletto della dorsale dove si trovano i piccoli ruderi di Raviciale circa 1600 m. ( : gpx ) un alpetto non difficile da raggiungere ma che si trova veramente "lontano" da qualsiasi punto di partenza... (fino a qui da Roncole, poco più di 4 ore).
vista dalla cresta......

 Una breve pausa mentre le nuvole rendono incerto il da farsi, a monte la dorsale di Raviciale si trasforma in un ripido versante su cui si può salire direttamente alla soprastante Cima Montà, ma visto l'incertezza meteorologica decidiamo di salire traversando verso ovest in una zona con qualche interessante formazione rocciosa, poi raggiunto il pendio erboso che sale alla cresta, valeva la pena in ogni caso raggiungerla, il pendio è molto ripido ma senza particolari difficoltà e si arriva ad affacciarsi sul versante della Valmala mentre le nuvole si sono provvisoriamente dileguate.

 Proseguendo verso est si sale alla cima della Montà 1842 m. il punto più elevato di questo tratto di cresta dove troviamo un vecchio "paletto" di legno che probabilmenrte ai tempi sosteneva una Croce... poi ritornati alla bocchetta raggiunta in salita, proseguiamo verso ovest lungo la cresta che scende alla dimenticata Bocchetta della Selvaccia 1775 m. da dove continuiamo verso ovest rimanendo però sul fianco del versante, seguendo un percorso logico e intuitivo (più interessante di quello in cresta...), che porta verso la dorsale a ovest di quella di Panin, sulla quale si vedevano già da lontano i ruderi del prossimo alpetto da visitare.

 Scendiamo sulla dorsalina (dove dovrebbe salire il percorso da Panin verso il soprastante Badile), e arriviamo all'alpetto senza nome a circa 1620 m. (più in basso sulla destra si vede bene anche il rudere dell'Alpe Ciapei), l'alpetto è molto simile a Raviciale, sia per il luogo in cui si trova, che per le modalità costruttive.

 Scendiamo sulla sinistra nell'ampia valletta in direzione dei ruderi dell'Alpe Vallè che si vedono distintamente giù in basso, numerose costruzioni erano presenti, d'altra parte l'Alpe Vallè a circa 1430 m. aveva a disposizione un ampio pascolo; dall'alto si vedeva bene anche il tetto del Rifugio del Panin, ma scendendo in verità l'orientamento non è del tutto semplice una volta entrati nel bosco...

 Più in basso si trovano pochi sporadici segni di vernice rossa, comunque giungiamo infine alla bella dorsalina dell'Alpe Panin 1197 m. (fontana), una breve pausa e iniziamo il lungo ritorno seguendo il sentiero H20 che riporta a Roncole di Postua. (circa 2 ore e mezza da Panin a Roncole)

 Tempo per questo giro, circa 10 ore. Difficoltà EE

   Giugno 2021
nella Valle del Rio panin...
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il versante della Cresta di Celogn...

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