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Pizzo del Corno e Pizzo della Forcola...

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   Pizzo del Corno 2280 m.

e Pizzo della Forcola 2265 m.

 Val Vigezzo > Toceno > Arvogno.

 Difficoltà E/EE

 

 

 L'ampia area nei dintorni della ben nota Pioda di Crana, tra la Val Vigezzo e la Valle Isorno offre molteplici possibilità per giri tranquilli e panoramici (anche di lunga durata), e sono presenti diverse cime quasi tutte di agevole accesso; in questa occasione una piacevole escursione (in una giornata piuttosto limpida e fresca), verso le due sommità poste sui fianchi della Forcola di Larecchio, il Pizzo del Forno e il Pizzo della Forcola, solitamente visitate entrambe nello stesso giro vista la brevità dell'escursione.

 

 Con Fiorenzo saliamo in auto fino ad Arvogno ca. 1250 m. (parcheggi), si seguono le indicazioni per il Passo di Fontanalba (sentiero M21), dopo un tratto sulla stradina si percorre la bella e lunga mulattiera che sale passando dall'Alpe Verzasco 1393 m. dall'Alpe Villasco 1644 m. e raggiunge il sempre piacevole pianoro dell'Alpe I Motti 1815 m.

 La mulattiera continua la salita mentre appare alla vista l'inconfondibile sagoma rocciosa della Pioda di Crana che, assieme alla Scheggia, è la montagna più "famosa" e frequentata della zona, si arriva alla Cappella di San Pantaleone dove si continua poggiando a sinistra lungo il percorso M25 per la Forcola di Larecchio, e gradualmente appaiono le sagome delle due cime meta di questa escursione.

 In questa occasione abbiamo raggiunto la dorsale est del Pizzo del Corno lasciando il sentiero segnalato nei pressi del Lago Panelatte 2063 m. fino a qui da Arvogno, circa 2 ore (ma è forse più conveniente raggiungere subito la dorsale prima di arrivare al lago), si sale senza difficoltà incontrando alcune roccette mentre il panorama si apre sempre più, e naturalmente domina la vicina cresta nord della Pioda di Crana.

 Un tratto su roccette (foto 25) si può anche aggirare sulla sinistra ma è più piacevole salire sul filo, in seguito si continua per un ripido pendio erboso, le gobbe rocciose seguenti si possono aggirare lungo una traccia di sentiero sulla sinistra (ovest) giungendo in breve sulla cima del Pizzo del Corno 2280 m. di fronte, verso nord, si vede il Pizzo della Forcola. Da Arvogno al Pizzo del Corno, meno di 3 ore.

 Si scende verso ovest lungo il facile pendio erboso (che può essere una alternativa più semplice per salire a questa cima, ma la crestina sud percorsa è più interessante...), un poco più a monte del grosso ometto che si trova sulla sella, si cerca una lieve traccia di sentiero che traversa tutto il versante ovest del Pizzo del Corno arrivando comodamente alla base del roccioso corno (foto 48/49), poi portandosi verso nord si cerca il passaggio (foto 50) che permette di scendere agevolmente su traccia di sentiero alla sottostante Forcola di Larecchio 2148 m.

 Si continua la salita verso nord lungo la tranquilla dorsale erbosa (traccia) fino all'inizio della crestina successiva che volendo si può provare a salire direttamente, oppure si segue il sentierino sulla sinistra che, aggirando il tratto con roccette, ritorna poi in cresta e poi raggiunge la cima del Pizzo della Forcola 2265 m. Dalla Forcola al Pizzo omonimo, una ventina di minuti.

 Per il ritorno, decidiamo di proseguire per un tratto sulla cresta scendendo per un tratto verso nord, prima di raggiungere la sella dove poi la cresta risale verso il Pizzo di Campolatte, scendiamo sulla destra (est) raggiungendo poi la dorsale est del Pizzo della Forcola dove, in un punto "comodo" si può scendere sui vasti prati sottostanti; puntiamo in direzione del caratteristico "zig zag" della mulattiera che sale al Passo di Fontanalba, che si vede guardando in direzione sud.

 Con nel percorso tra i prati fioriti e i bassi cespugli, lungo tracce di passaggio di animali raggiungiamo l'ultimo pianoro (foto 81), oltre il quale troviamo il sentiero segnalato M51b che, lungo la notevole mulattiera, sale al Passo di Fontanalba 2026 m. ritorno ad Arvogno lungo il percorso di salita fino all'Alpe Villasco dove decidiamo per una variante di percorso (di poco più lunga), seguendo il percorso segnalato che traversa il versante fino alle numerose baite di Borca poste su un ripido pendio, si scende quindi all'Alpe Verzasco e poi alla stradina che torna ad Arvogno.

 Tempo per questo giro, circa 6 ore e mezza incluse le divagazioni.  Giugno 2020.

 

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