Pizzo Tignaga
2653 m. dalla Valle Olocchia,
e
Cima dei Turni
2110 m. per la cresta nord-est.
Valle Anzasca > Pontegrande > Bannio > Soi > Bocchetto > Piè di Baranca.
Ritorno al
Pizzo Tignaga (dopo la precedente visita nel 2012, vedi
questa pagina); in questa occasione salendo per un itinerario diverso e includendo, sulla via del ritorno, anche la visita (per la crestina nord-est), alla
Cima dei Turni, una sommità erbosa sopra l'
Alpe Selle.
La stradina che da
Bannio sale in
Valle Olocchia è ora asfaltata fino a
Piè di Baranca, nei pressi del ponte sul
Torrente Olocchia dove ci sono alcune possibilità di parcheggio, alcuni spiazzi ai lati della stradina si trovano anche lungo il tratto successivo a
Bocchetto.
In questa occasione con Andrea, Francesco e Stella da
Piè di Baranca 1250 m. seguiamo il sentiero segnalato (cartelli e segni di vernice), che sale lungo il versante sinistro idrografico del
Torrente Olocchia; si passa dall'
Alpe Cangelli 1384 m. e poi dai ruderi dell'
Alpe Curtèt 1651 m. con i prati ormai invasi dai
lavazz, guardando indietro si vede
Il Pizzetto, frequentata meta invernale :
link.
Con piacevole percorso (merito anche della bella giornata settembrina), si sale raggiungendo l'
Alpe Realpiano 1887 m. dove il sentiero continua la salita superando poi un canalino con un tratto dove si trovano i resti della scalinata costruita un tempo; si giunge su un ripiano dove si trova il piccolo
Lago della Balma del Pastore ca. 2100 m. che merita certamente una piccola deviazione per visitarlo, un luogo tranquillo e piacevole...
Il percorso segnalato risale con un giro sulla destra, in questa occasione siamo invece saliti direttamente dal lago verso nord lungo un pendio ripido di erba e rocce con divertente percorso, ritrovati i segni di vernice si continua tra rocce e grossi blocchi raggiungendo la parete rocciosa della cresta nord-est del Pizzo Tignaga (qui arriva anche un sentiero "alto" dall'
Alpe Roncastello).
Si continua seguendo i segni di vernice verso l'evidente canalino che permette di accedere alla cresta sud-est del Tignaga; dopo un primo tratto su erba si trovano delle roccette dove è presente un cavo metallico che può essere utile in caso di terreno umido o bagnato, e si sbuca sulla cresta dove, dal versante opposto, sale la via usuale dalla Valsesia il cui percorso è stato ora attrezzato con un grosso cavo metallico (durante la precedente visita nel 2012, non erano presenti queste "facilitazioni").
Si risale la ripida ma facile e larga cresta di blocchi che porta sulla cima del
Pizzo Tignaga 2653 m. che, per la sua posizione strategica, è un notevole punto panoramico... naturalmente verso il
Rosa, ma anche verso tutte le montagne circostanti; per la
Valle Anzasca in particolare, dopo le ormai numerose escursioni in questa valle, è anche piacevole riconoscere le zone visitate... a esempio verso la sottostante
Val Tignaga si vede il
Pizzo della Caccia (
link), e il
Passo dell'Usciolo (
link), collegamento col versante di
Lavanchetto.
Ritornati al punto in cui salgono alla cresta i percorsi dai due versanti, scendiamo sul versante Valsesiano per seguire una traccia che traversa sotto l'accidentata cresta, cresta che si raggiunge in seguito salendo a una sella erbosa (la
Bocchetta di Olocchia o
del Petrolio...), 2461 m. dove si trova un minuscolo laghetto (asciutto in questa occasione); si continua lungo la cresta salendo al
Cimonetto 2491 m. successivamente si raggiunge una sommità affacciata sul sottostante
Colle d'Egua, poco prima di essa si vede verso nord-est la possibilità di scendere per poi raggiungere la crestina che prosegue verso la Cima dei Turni.
Link alla cartina ↓
Si scende lungo il pendio
ripido, ma senza difficoltà (si trova anche una labile traccia di passaggio di animali), e poi si continua lungo la (in questo tratto iniziale, poco definita), crestina che prosegue verso nord-est; lungo il percorso si trovano alcune bocchette che permettono il facile passaggio tra i due versanti (la prima è chiamata
Bocchetta di Cigulit a 2280 m.), per un buon tratto la crestina è facile (infatti si nota che qui giungono anche le mucche...).
Proseguendo si arriva in vista del tratto "impegnativo" (poco prima si passa da una sella erbosa dalla quale c'è la possibilità di scendere verso la zona dell'
Alpe Selle), un breve passaggio di arrampicata porta sopra un tratto ripido dove si scende aiutandosi con i rododendri, giunti a una selletta si aggira il successivo tratto roccioso non superabile [foto
77], per un canalino molto ripido sulla destra (sud), poi ancora un tratto tra spuntoni rocciosi ed erba e si giunge sulla
Cima dei Turni 2110 m.
Si scende verso sud in direzione dell'
Alpe Selle e del
Colle Baranca aggirando sulla sinistra (est) un "salto" iniziale, e si raggiunge il sentierino che traversa sulla sinistra, poi si scende con percorso libero verso l'
Alpe Selle 1824 m. qui, lungo il largo sentiero segnalato, si torna a valle a
Piè di Baranca.
Tempo per la salita, circa 4 ore.
Per il giro descritto, circa 9 ore.
I tempi includono le soste.
Difficoltà
EE - settembre 2017

MonteRosa
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