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Pizzo Cornacchia e dintorni...

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    Bugliaga - Lavazza - Camoscella - quota 2235 m. - Pizzo Cornacchia 2426 m. - Passo delle Balmelle - Passo delle Possette - Ciampalbino - Ciusur - Orzalina - Casalavera - Bugliaga.



   Domodossola > Varzo > Trasquera > Bugliaga.
 

 

 Ritorno sul piacevole e tranquillo versante della montagna sopra Trasquera e Bugliaga per una breve escursione profittando di una pausa del periodo perturbato, questo è un versante adatto per un giro subito dopo un periodo di forti piogge (naturalmente anche qui è possibile che si verifichi qualche smottamento...).

 Dei vari alpeggi della zona, rimaneva ancora da vedere l'Alpe Camoscella, ed era anche l'occasione per salire una di quelle cime "minori" solitamente trascurate (basti dire che sulla sommità non si trova nulla, nemmeno un ometto...), il Pizzo Cornacchia (valeva la pena andarci anche solo per il suo nome...).

 

 Con Fiorenzo saliamo a Trasquera e proseguiamo lungo la stradina per Bugliaga passando sul Ponte del Diavolo (la stradina asfaltata appare un poco peggiorata dall'ultima visita in zona...); da Bugliaga fuori 1314 m. (limitate possibilità di parcheggio presso la Chiesetta), saliamo seguendo il sentiero F00 (ci sono due possibilità per arrivare a Camoscella, in questa occasione seguiamo il sentiero che passa da Lavazza), il percorso è segnalato cartelli e segni di vernice.

 Si passa presso la "Casa Grande" e al successivo bivio si seguono le indicazioni per Lavazza (il sentiero sulla destra che sale verso Casalavera e il Passo delle Possette, lo percorreremo in discesa al ritorno); un lungo e piacevole traverso sale gradualmente il versante della montagna, ammirando in questa occasione i bei colori autunnali illuminati dal sole.

 Si passa dall'Alpe Lavazza 1667 m. e poi, superato i canali del Rio Cresta e del Rio Buccianello, si giunge su una dorsale dove si trova un bivio, proseguendo la traversata si va verso l'Alpe Vallescia vicino al confine con la Svizzera (se non la si è ancora visitata, si può anche proseguire verso Vallescia poi andare a Camoscella lungo un sentiero che traversa più in alto, i tempi naturalmente si allungano, ma rimane comunque un giro relativamente breve).

 Si sale nel bosco di larici che gradualmente si dirada per poi uscire sui panoramici pascoli dell'Alpe Camoscella 2111 m. sulla sinistra si vede la quota 2235 m. che nasconde alla vista il Pizzo Cornacchia, sulla destra la caratteristica e ardita cima turrita presso la quale poi traverseremo (certamente questa bella cima avrà un nome, ma in zona non abbiamo trovano nessuno a cui chiedere, a parte alcuni cacciatori che non erano della zona; e a questo proposito, se si fa una escursione nei giorni dedicati alla caccia, conviene sempre indossare qualcosa di appariscente e colorato per farsi notare...).

 All'Alpe Camoscella lasciamo i percorsi segnalati per salire senza difficoltà sulla sinistra (nord-ovest), trovando più in alto i resti (muretti) di un vecchio sentiero che porta sul pianoro della quota 2235 m. salendo poi verso nord si raggiunge la base di un pendio erboso ripido che porta sulla crestina del Pizzo Cornacchia 2426 m. che presenta due cime più meno alla stessa quota (notiamo che gli animali preferiscono la cima nord...); in basso sul versante opposto, si vedono i prati dell'Alpe Vallescia, e poco più avanti passa il confine di stato con la Svizzera, una linea che della cima della soprastante Punta Valgrande, traversa verso la cima del Pizzo Pioltone sul versante opposto della valle.

 In lontananza, tra le nebbie, si vedono le belle nervature del Wammischhörner già ammirate durante le piacevoli escursioni nella zona di Alpje, verso nord il versante sale verso la cima della Punta Valgrande, quasi sempre nascosta dalle nuvole in questa occasione, e verso est, inconfondibile, il Teggiolo.

 Torniamo sul pianoro sottostante e traversiamo con percorso libero, senza perdere troppo quota, verso la cresta di "confine" col versante di Balmelle e Vallè; giunti presso un laghetto effimero (a causa delle abbondanti piogge), troviamo una traccia di animali che seguiamo, e che porta proprio al Passo delle Balmelle 2309 presso la cima turrita che aggiriamo sul versante nord dove occorre attenzione a causa delle rocce scivolose (verglas, a queste quote ormai è quasi inverno); naturalmente, dal Passo delle Balmelle (dove non transitano sentieri segnalati), è anche possibile scendere verso la zona dell'Alpe omonima e dei Pianezzoni, ma in questa occasione le rocce molto scivolose lo sconsiglianavano, ed è comunque più interessante percorrere la cresta o i suoi dintorni.

 Ritornati sulla crestina, siamo proprio alla base degli spettacolari torrioni rocciosi (valeva la pena passare di qui anche solo per questo...); la cresta è accidentata e impegnativa, questo tratto si può aggirare seguendo una lieve traccia di animali che poi risale alla cresta, oppure, come in questa occasione, scendere sul versante sud per raggiungere il sentiero segnalato che da Camoscella traversa e raggiunge la dorsale più avanti dopo il tratto roccioso.

 Si risale alla dorsale, dove si può ammirare il bel versante che sorregge la piana della zona dove si trova il Lago d'Avino (incluso il Pizzo Valgrande di Vallè, visitato una decina di giorni prima, vedi questa pagina), si segue la dorsale verso est per poi scendere al Passo delle Possette 2179 m. dove, nelle vicinanze, stazionavano numerose capre "bicolori"...
 
 Ritorniamo a Bugliaga scendendo lungo il veloce sentiero segnalato (mentre, come previsto, le nuvole si stanno addensando), già percorso ormai 5 anni prima dopo la salita al Teggiolo da Agro fuori, vedi questa pagina.


  Tempo per questo giro, circa 6 ore.   Ottobre 2019

   Difficoltà E/EE

 

 
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