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da Otra a Mazoia e Colpino per il Rivo della Giumenta...

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     Traversata da Otra alla Valle del Rio Colpino...



 Omegna > Valle Strona > Rosarolo.
 

 

 Di nuovo con Andrea in Valle Strona alla ricerca di un vecchio sentiero che traversava da Otra (Forno) sul versante destro orografico della Valle Strona verso la baita di Mazoia e la valle del Rivo della Giumenta - Rio Colpino.

 Un giro a bassa quota adatto a questo periodo di fine inverno (subito dopo una recente nevicata), e comunque un percorso consigliabile solo in questo periodo dell'anno, perchè con la ripresa della vegetazione diventerebbe (oltre che ancora più "scomodo"), maggiormente difficoltoso individuare le labili tracce.


 Durante le visite precedenti in Valle Strona nella zona di Forno, si notava una sentiero orizzontale che traversava il versante da Otra in direzione sud, e poi guardando sulla prima edizione della carta IGM del 1884 (riveduta nel 1914), si vede riportato un sentiero che traversa il versante fino al Rivo della Giumenta, e naturalmente prima o poi bisognava andare a vedere...

 

 Partiamo da Rosarolo 780 m. (poche possibilità di parcheggio, ad esempio subito dopo il ponte di fronte alla centrale elettrica), saliamo ad Otra per la strada asfaltata, e a monte delle case troviamo la mulattiera che traversa verso sud; poco dopo l'inizio incontriamo un bivio, a destra continua la mulattiera che saliva a Piumera, proseguiamo invece in piano lungo l'evidente sentiero (che poi però in seguito, diventerà via via meno visibile; per un buon tratto sono presenti anche dei tagli).

 Superiamo la condotta che scende alla sottostante centrale di Rosarolo e in seguito si traversa il canalino del Rivo degli Avighei, la traccia poi si fa meno evidente e bisogna cercare di seguire il percorso "logico" osservando il versante; si sale così al colletto a circa 1000 m. sulla dorsale soprastante l'Alpe Colpino (dove si trova il grosso masso di foto 15).

 Dal colletto si prosegue la traversata del ripido versante prima in piano e poi in salita trovando vaghe tracce di un vecchio sentiero fino a un poggio (foto 21) dove, da una panoramica roccia sporgente, si vede il successivo versante da traversare (abbiamo traversato sopra le roccette con qualche arbusto verde al centro della foto); da qui in avanti non abbiamo più trovato evidenti tracce di un sentiero... è anche possibile che il vecchio sentiero trovato fino a qui poi proseguisse salendo la costa in direzione dei Paiosei...

 Si continua traversando un canalino e poi si sale (cercando il percorso migliore), verso la successiva costa dove si trova una bella faggeta che scende al sottostante (e vicino) Rivo della Giumenta (toponimo riportato sulla Rabbini); su questa costa troviamo, inaspettatamente, i ruderi di un alpe a circa 1115 m. (erano presenti almeno tre baite) alpe che potremmo chiamare "Alpe della Giumenta"... in attesa, se sarà possibile, di riuscire a saperne il nome, naturalmente non risulta su alcuna mappa...

 A ovest dei ruderi il pendio scende ripido verso il canale del Rivo della Giumenta che si supera poco più a valle della cascata di foto 32, a valle si nota un versante più "tranquillo" che risale tra gli abeti, ma siamo sopra a un salto, e per raggiungerlo bisogna risalire l'intricato e disagevole versante prima di poter traversare tra gli abeti, raggiungendo finalmente il sentiero che sale a tornanti verso il piccolo spazio aperto dell'Alpe Mazoia ca. 1210 m. (Mazzeia sulla vecchia carta IGM) dove, di fianco a un rudere, una baita era stata sistemata in tempi non lontani (il tetto in lamiera, che è una costante per molti alpetti della Valle Strona, forse può non piacere, ma bisogna sempre considerare che ripristinare un tetto con le piode ha un costo notevole, e bisogna anche trovare le persone in grado di farlo...).

 Una breve pausa a Mazoia dove a inizio marzo il sole scalda per un breve periodo la zona, e poi scendiamo lungo il sentiero percorso per un tratto in salita; la traccia è in buone condizioni e vicino al canale del Rivo della Giumenta risale leggermente sulla destra per raggiungere il sentiero che scende dalla zona del Sasso Respore già percorso in una precedente visita, vedi questa pagina; seguendo questo percorso in salita, il bivio può non essere chiaro, perchè in questa zona si vedono diverse tracce che possono sembrare solo scorciatoie del sentiero che sale verso il Sasso Respore, per Mazoia bisogna seguire la traccia che sale sulla destra (salendo), e poi traversa; il riferimento per la zona del bivio è l'enorme masso nel canale di foto 54.

 La discesa continua presso il torrente (che è diventato il Rio di Colpino), e dopo un breve tratto su rocce scivolose dove si trova un cavo di sicurezza, superato il rio sul ponticello, il bel sentiero scende all'Alpe Colpino 831 m. continuando la discesa e lasciando a destra le deviazione per Oro di Testa, si prosegue verso il caratteristico Ponte di Colpino che rivediamo dopo qualche tempo, e che continua ad ispirare poca fiducia (più che altro per le assicelle in legno dove si cammina... i cavi metallici sembrano affidabili; in ogni caso, come scritto sul disclaimer riportato sulle pagine principali del sito, per chi volesse ripetere questi percorsi, si declina ogni responsabilità...).

 Risaliti alla strada asfaltata si torna a Rosarolo.

 Tempo per questo giro, circa 5 ore e mezza. Difficoltà EE

   Marzo 2019

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