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Visita ai Laghi di Oriaccia e Campo...

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   il Lago di Oriaccia e i quattro Laghi di Campo


 Da Gomba (Val Bognanco).

   Difficoltà E (EE per le divagazioni fuori sentiero...)
 

 

 Ritorno nella zona dei Laghi di Campo (anche per sfuggire alla calura presente alle quote più basse, in attesa di una fase più fresca che in questa occasione è giunta forse in anticipo, portando un poco di pioggia che alla fine non ha dato molto fastidio...); è stata anche l'occasione per visitare con calma tutti e quattro i Laghi di Campo, cosa che solitamente non si ha il tempo di fare, in particolare se si viene in zona per salire qualche cima...

 Giornata in parte "nebbiosa" come capitato altre volte in questa zona, ma anche con scarsa visibilità la montagna è sempre interessante, e a volte anche più suggestiva... inoltre si poteva ancora ammirare una notevole fioritura, se non si possono ammirare i panorami, ci si può focalizzare sui particolari che sono comunque anch'essi interessanti e piacevoli...

 Un percorso tranquillo (anche se forse relativamente lungo), lungo facili sentieri segnalati, con solo un paio di "divagazioni" fuori sentiero per vedere il Lago di Campo minore alto e il Lago di Campo minore est, che sono quelli appunto fuori dai percorsi segnalati, e per questo meno visitati.

 

 Con Fiorenzo partiamo da Gomba ca. 1240 m. nella zona del campeggio seguendo le indicazioni per i Laghi di Campo e Oriaccia (cartelli), si sale lungamente (sentiero D14) nel fitto bosco di conifere che porta su terreno aperto all'Alpe del Dente 1850 m. da dove si sale al monte omonimo 1999 m.

Nota : L'agnellino "disperso" di foto 6, certamente sarà poi stato recuperato... da informazioni raccolte all'Alpe Laghetto, pare che sia "recidivo", in quanto già in altre due occasioni si era separato dal gregge...

 Continuando lungo la traccia che, traversando lungo il versante ovest della Costa del Dente, raggiunge il Lago di Oriaccia 2123 m. giungendo qui quando ancora la luce è ottimale, in attesa del peggioramento che già si preannuncia, con le nebbie che iniziano a salire dal fondovalle.
 La zona è sempre piacevole, già visitata in precedenza durante un giro alla soprastante Cima Verosso (vedi questa pagina, sulla cresta a sud-ovest del Passo di Oriaccia, si riconosce il grosso "ometto" in bilico visitato in quella occasione...).

 Il percorso continua traversando lungamente verso la valle che sale dal Vallaro, e passando dal Rifugio dell'Alpe Laghetto 2039 m. si sale al dirimpettaio Passo di Campo 2180 m. (qui un sentiero scende alla sottostante alpe omonima, un percorso che può essere una buona variante nel caso che al ritorno si intenda passare dal Vallaro, come fatto durante il giro al Pizzo Straciugo, vedi questa pagina).

 Dal Passo di Campo si continua lungo il sentiero che sale traversando a mezzacosta il versante, dirigendosi verso i laghi; si passa accanto al Lago di Campo minore ovest e ai ruderi dell'alpe omonima, e poi una risalita porta al grande Lago di Campo 2289 m. (passando poco prima nei pressi dell'uscita del torrente dal lago, luogo sempre suggestivo...).

 Dal Lago grande di Campo si può salire per vedere il Lago di Campo minore alto (probabilmente il meno visitato dei quattro, che in questa occasione è risultato anche il più suggestivo...); si sale traversando prima sul fianco est del lago, seguendo più in alto una vaga traccia (qualche ometto), che continua lungo le giavine superiori (in questa occasione siamo saliti fino alle ultime tracce di neve residua).

 A circa 2340 m. si trova il bel Lago di Campo minore alto, un piccolo specchio di acqua limpida dove si ammiravano i riflessi dell'ambiente circostante.

 Ridiscesi al Lago grande, dove ormai la nebbia era ormai arrivata, ritorniamo al Lago di Campo minore ovest dove, traversando in leggera salito fuori sentiero verso est, in breve si raggiunge il più piccolo de quattro laghi, il Lago di Campo minore est ca. 2240 m. (vicino si nota la conca un altro piccolo laghetto però asciutto).

 Per il ritorno a valle, scendiamo all'Alpe Laghetto e poi al sottostante Vallaro (dove inizia a piovere, per circa una mezz'ora, ma senza creare alcun disagio); dopo Oriaccia 1651 m. giunti al bivio del sentiero (a destra si scende a Pizzanco), si continua con qualche saliscendi verso ovest traversando un suggestivo bosco di conifere su una comoda mulattiera che poi scende a Gomba.

 Tempo per questo giro, circa 7 ore e mezza.    Luglio 2019

 

 

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