in Montagna...
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La Sponda (e la Strada dei Canali...)


  1 : Prequartera - Ronco - rudere a 1374 m. - Rio Colla - Saleri - Rio Colla - Balmil - Alpe Colla - Strada dei Canali - Ceppo Morelli...

  2 : Ceppo Morelli - Prequartera - rudere a 1374 m. - Rio Colla - Alpe La Sponda - cresta della Sponda a circa 1680 m. - Prequartera - Ceppo Morelli.

 Valle Anzasca > Ceppo Morelli > Prequartera.

 

 Dopo parecchi mesi dall'ultima visita, ritorno in Valle Anzasca per cercare di portare a termine almeno uno dei numerosi progetti rimasti in sospeso ormai da troppo tempo... sull'interessante versante a valle dell'Alpe Colla e di Cortenero (alpeggi ben conosciuti e frequentati), qui era rimasta ancora una zona da visitare, La Sponda... il caratteristico versante esposto a sud-est che scende dall'Alpe Colla verso la zona di Prequartera e Ceppo Morelli, "tranquillo" nella parte alta ma che poi si complica in basso, tra canali e fasce rocciose tra le quali non è agevole capire gli eventuali punti deboli; il toponimo in verità è presente solo sulla "storica" carta Siegfried (Link), mappa la cui accuratezza non è sempre del tutto affidabile, ma il nome La Sponda, la presenza di un vecchio sentiero e di un alpetto, mi erano stati confermati da un anziano e cortese signore incontrato al Morghen durante le visite all'interessante e piacevole zona di Lavanchetto (vedi questa pagina).

 Dal versante opposto della Valle Anzasca avevo ripreso varie immagini di questa zona (a esempio l'immagine sottostante), cercando di capire quale poteva essere il percorso, ma non era facile comprendere dove si potesse passare nella complicata e impervia zona inferiore, guardando da lontano si vedevano alcune fasce trasversali con vegetazione che salivano traversando la zona rocciosa, che parevano essere le possibilità di salita da quel versante.

La zona della Sponda vista dal Pizzo del Mezzodì (Val Tignaga) :
teleobiettivo dal Pizzo del Mezzodì (Val Tignaga)...
Cliccando sull'immagine si aprirà una nuova finestra con la foto ad alta risoluzione (3648X4616 px) con i percorsi seguiti.

 In questa occasione, la carta svizzera CNS del 1963 è risultata utile per l'individuazione della fascia boscosa di salita (quella sopra il primo tratto roccioso), mentre riguardo al sentiero riportato sulla mappa, non è risultato corrispondente a quello trovato in questo giro; una traccia più o meno evidente è spesso presente e si trovano anche tagli e segni di vernice...

 Grazie a Davide Rainelli per le informazioni sulla zona in oggetto, in particolare per il nome del Balmil...

 

 1 : Partenza poco dopo Ceppo Morelli presso l'imbocco della galleria di Mont Rubi inaugurata nel 2017 (Link), galleria realizzata dopo la frana dell'autunno 2000 (che ha solo sfiorato la zona interessata dal giro in programma, Link : PDF1   PDF2); qui fermata autobus di linea, se si arriva in auto si può parcheggiare a Ceppo Morelli o a Borgone, a seconda di dove si intende scendere al ritorno, presso l'imbocco della galleria (dove non ci sono parcheggi) una scalinata sale a Prequartera 827 m.

 A Prequartera pare non ci siano più residenti fissi per tutto l'anno come un tempo quando era comune autonomo, poi successivamente fu accorpato con Borgone nel 1866 formando così il Comune di Ceppo Morelli (che comprende anche le frazioni di Campioli, Mondelli, Canfinello e Croppo); dopo una breve visita al piccolo villaggio salgo a monte delle case dove, nel bosco, si trova una labile traccia di sentiero (segni di vernice gialla) che risale il versante poggiando un poco sulla destra verso il vicino torrente che però non si raggiunge, in seguito si trova un bivio ed è l'occasione per fare una breve deviazione traversando sulla destra, salendo così verso le costruzioni del Ronco 1027 m. ( : gpx ) situate in una zona caratterizzata dalla presenza di enormi massi.

 Tornato al bivio riprendo la salita che risulta piuttosto faticosa a causa del terreno sempre piuttosto ripido, e si raggiunge la fascia rocciosa che si mantiene sulla sinistra, la quale fa anche da "guida" per la salita (alla fine il percorso è obbligato), si giunge alla sommità del pendio/canale (foto 26) dove si prosegue sulla destra, qui si trova anche una traccia che traversa a sinistra (con gli stessi segni di vernice gialla) fino a una dorsalina dove la traccia sembra scomparire... (può essere che ci sia un altro percorso per giungere in questa zona, ma è solo una ipotesi), traversando sulla destra si raggiunge una giavina dove si trovano alcuni scalini del vecchio sentiero e iniziano le prime aperture panoramiche, in particolare verso la dirimpettaia Val Tignaga.

versante risalito....

 Continuando la salita avendo sempre a fianco la paretina rocciosa, si sbuca su un poggio dove si trova il rudere di un piccolo alpetto a 1374 m. (di cui sarebbe interessante conoscere il nome...) costruito nell'unico luogo che offre un poco di protezione dalle slavine, nelle vicinanze si trova anche una balma; a ovest si vede il versante di salita mentre a est una parete verticale si alza dalle balze sottostanti, il luogo è piacevole e panoramico, a sud scende un pendio dove ai tempi era presente un piccolo pascolo, ma un'altra zona adatta a questo scopo e più comoda, si troverà in seguito più in alto.

 Si prosegue la salita trovando altri gradini del vecchio sentiero e si esce nei pressi di uno sperone roccioso "aereo" e panoramico da dove all'apparenza non sembrerebbe possibile proseguire, invece un bel sentiero traversa su una cengia il versante roccioso sul cui fianco il Rio Colla precipita in uno stretto e buio canalino roccioso, un passaggio obbligato come questo era previsto, considerando la complessa morfologia della zona...

 Più avanti, su terreno più tranquillo, si arriva al guado del Rio Colla a 1494 m. dove si vedono i muretti del vecchio sentiero, passato sull'altra sponda i segni di vernice cambiano colore (una sorta di rosa/fucsia), e si raggiunge una dorsalina dove si trovano le pietre di un focolare, questi erano probabilmente i pascoli più "importanti" dell'alpetto incontrato più in basso, in zona era anche disponibile l'indispensabile acqua; risalita per un tratto la dorsale, il percorso poi prosegue il traverso verso est (la vernice cambia nuovamente colore, ora è rossa...) e si arriva nella zona sottostante Saleri dove i segnali portano a scendere, presumibilmente per collegarsi col Sentiero dei Canali (verificato poi al ritorno), risalita la dorsale si arriva ai ruderi di Saleri 1662 m. (già visitati in un bel giro precedente, quello al Balm Zura : Link).

canalino del Rio Colla...

 A questo punto ritorno nuovamente verso la zona del Rio Colla traversando verso ovest, il riferimento sono le rocce scure visibili in alto (foto 55), si traversa senza particolari problemi rimanendo piuttosto al di sotto della zona rocciosa, l'intenzione era controllare l'eventuale presenza di qualche rudere su un pianoro a ovest del Rio Colla, pianoro visibile sulle immagini raccolte in passato osservando la zona da lontano, ma di questi ruderi non ho trovato traccia (anche se il luogo appare comodo, è una zona probabilmente soggetta a slavine...), e poi volevo vedere se erano presenti tracce del sentiero riportato sulla carta svizzera che saliva alla Colla da qui, ma anche di questo nessuna evidenza certa... però alla fine questa divagazione è stata comunque "remunerativa", avendo trovato un alpetto non previsto, costruito al riparo di una roccia a 1728 m. nei pressi del torrente, chiamato Balmil...

 L'aspetto dei muri rimasti fa capire che si tratta di una costruzione piuttosto datata, si nota una sorta di trave ancora sorretto alla roccia che serviva come supporto per una copertura; il luogo è molto piacevole, con il vicino rio che scivola dolcemente sul suo letto roccioso... traversato il Rio Colla risalgo il versante opposto per un tratto rimanendo non lontano dal torrente, poi più in alto risalgo sulla sinistra il ripido pendio (foto 70) che porta alla dorsale, comunque il percorso non è obbligato, si può anche continuare a salire nelle vicinanze del rio.

 Raggiunta la dorsale che sale all'Alpe Colla, ci si affaccia sulla Val Mondelli e l'alta Valle Anzasca, più avanti vengo accolto da un grosso Cuculo col suo canto di benvenuto (ma forse lui intendeva comunicare qualcos'altro...), e infine si arriva alla Cappella dell'Alpe Colla 2001 m. (fino a qui, da Prequartera, circa 4 ore).

Cuculo presso l'Alpe Colla...
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(si aprirà una nuova finestra)

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 Una breve sosta all'Alpe Colla, dove il vento freddo non invogliava a rimanere, e continuo lungo il sentiero che traversa verso Cortenero, poco prima di raggiungere l'alpeggio si trova il bivio dove inizia la discesa lungo il Sentiero dei Canali (o Strada dei Canali), percorso la prima volta nel 2017 dopo la salita per il Balm Zura (Link), nel frattempo questo percorso che era già comunque in buone condizioni, è stato sistemato dai volontari del gruppo "Amici di Cortenero"(ai quali vanno i doverosi ringraziamenti), rendendolo così più "accessibile" a un maggior numero di escursionisti, si tratta di un percorso interessante che, dopo aver superato la zona delle giavine, giunge a un piccolo rudere nei pressi del quale si trova il collegamento col percorso segnalato da vernice rossa seguito in salita e abbandonato nei pressi del rudere principale di Saleri (qui si può superare il Rio Cortenero su un bel ponte "naturale", la comoda lastra di roccia che si vede nella foto 30).
Rio Cortenero...
 Ripreso il sentiero segnalato e abbandonando la zona delle scomode pietraie, si scende nel bosco passando dal caratteristico larice con i vari santini, alcuni di epoca remota ormai irriconoscibili, il làrscja di Madunit... poi una cengia permette di accedere al Canale Grande (sono stati posati anche alcuni cartelli con i nomi dei canali che si s'incontrano), e con percorso molto panoramico e a tratti piuttosto ripido, si passa il Canale Diavolo e quello del Rio della Rotta (che normalmente è asciutto), e si giunge al poggio panoramico della Scknela, dove si possono vedere alcuni paesi sul fondovalle della Valle Anzasca.

 Si continua passando dal Balm da Lür e poi si raggiunge il bivio, a sinistra si va a Borgone, mentre poggiando sulla destra scendo a Ceppo Morelli dove è più comodo attendere l'autobus di linea sul sagrato della Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista. (per la discesa, dall'Alpe Colla a Ceppo Morelli circa 2 ore e mezza, con calma e incluse le divagazioni).

 Tempo per questo giro, circa 6 ore e mezza.

   Difficoltà EE   Maggio 2021

 (In questo primo giro era "mancata" la visita all'Alpe La Sponda e naturalmente era d'obbligo tornare per completare la zona... vedi più in basso nella pagina; riguardo al Sentiero dei Canali da segnalare la presenza a Borgone, di un murale dove inizia il sentiero segnalato, vedi l'ultima foto della galleria riguardante l'Alpe La Sponda, murale in un certo senso emblematico perchè ben rappresenta i ruoli e i compiti assegnati ai tempi, dove la donna è quella che porta il peso maggiore sulla spalle, dovendo lavorare spesso più dell'uomo, avendo anche la famiglia a cui accudire...).

immagini ↑→  



 

 2 :
Ritorno in zona (in questa occasione con Francesco), per visitare l'Alpe La Sponda, ed è stata anche l'occasione per una interessante "divagazione" alla cresta della Sponda e conseguente discesa seguendo un percorso "alternativo" che però non è obiettivamente consigliabile... 
   
 Partiamo da Ceppo Morelli dove ci sono possibilità di parcheggio e raggiungiamo Prequartera lungo la strada della Valle Anzasca  (in una decina di minuti), e saliamo come per la precedente visita passando dall'Alpetto a 1374 m. del quale sarebbe interessante riuscire a recuperare il nome... e poi raggiungiamo il Rio Colla a monte del salto dove precipita in uno stretto canalino roccioso, ma invece di seguire il percorso che lo supera portandosi sul versante opposto, rimaniamo sulla destra orografico del rio risalendo un versante a tratti molto ripido e con qualche passaggio che richiede attenzione, alla fine è stato chiaro che ai tempi non salivano certamente da qui (a meno che ci sia un percorso migliore più a sinistra (ovest), che però non abbiamo verificato in questa occasione.

 Dopo il tratto impegnativo, usciti su terreno più tranquillo, saliamo giungendo in una zona dove si notano dei tagli che sembrano portare a salire sulla sinistra (ovest) verso la cresta della Sponda, però prima traversiamo (poco più in basso) in direzione opposta dove si trova una vaga traccia di sentiero che conduce alla zona dell'Alpe La Sponda 1648 m. ( : gpx) situata in una sorta di anfiteatro protetto a monte da paretine rocciose che potevano offrire una certa protezione dalla slavine, su un versante che è certamente a rischio.
Alpe La Sponda...
 Da segnalare che è ancora presente la porta dell'Alpe La Sponda... il che fa pensare che sia stata ancora utilizzata in tempi non eccessivamente lontani, alla fine la zona disponeva di un ampio pascolo e arrivarci dall'alto era certamente abbastanza agevole, infatti il percorso migliore per giungere qui (oltre che scendere direttamente dall'Alpe Colla), è quello di traversare il Rio Colla da Balmil e una volta risalito il versante opposto e giunti sui pendii erbosi, scendere tenendosi preferibilmente sulla sinistra, a monte del torrente, percorso più panoramico e che permette di arrivare proprio a monte delle paretine rocciose che "proteggevano" l'Alpe La Sponda.

 Ritornati alla zona con i tagli visti in precedenza continuiamo verso la cresta seguendo un traverso in salita abbastanza evidente (altri tagli lungo il percorso), raggiunto un tratto roccioso interessante si continua uscendo sulla cresta a valle di una grande parete rocciosa, qui i tagli non terminano e una ipotesi potrebbe essere che qui ci fosse una "posta" dei cacciatori che sparavano sul versante a est...

 Questo punto della cresta era una possibile alternativa al percorso di salita da Prequartera per raggiungere la zona della Sponda, ipotizzata sempre guardando le foto raccolte durante le visite sul versante dirimpettaio della Valle Anzasca (e anche dalle foto aeree), il versante che scende a ovest si presentava con vegetazione alternata a grossi massi, e pareva percorribile con qualche incognita nella parte inferiore, e decidiamo di provare a scendere.

 Più in basso notiamo tracce di quelli che dovevano essere dei sistemi di monitoraggio del versante, installati dopo la frana del lontano anno 2000, e allora un'altra ipotesi riguardo la presenza del tagli che conducevano alla cresta, è che potesse essere il percorso utilizzato appunto per poter arrivare in zona e installare i sensori e le relative apparecchiature...

 Continuiamo la discesa del panoramico versante tra enormi massi cercando il percorso migliore, più in basso si entra nel solito noccioleto (che quasi sempre si trova durante i percorsi a cui siamo interessati), poi iniziano i primi faggi e poggiamo sulla sinistra cercando un punto in cui traversare per raggiungere il versante percorso all'andata, e abbastanza fortunosamente troviamo un punto adatto, in cui però è stato necessario mettere la corda per sicurezza e arriviamo su un versante più tranquillo dove ritroviamo il sentierino dell'andata; può essere che continuando a scendere poggiando invece sulla destra, si possa arrivare a un punto in cui è più agevole traversare, ma non è certo che sia possibile... alla fine questa discesa non si può consigliare ed eventualmente sarebbe meglio provare prima in salita.

Cascata del Rio Cortenero...
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(si aprirà una nuova finestra)

 Poco prima di tornare a Prequartera, vale la pena di fare una breve deviazione sulla sinistra verso lo spumeggiante Rio Cortenero che qui precipita con una bella cascata, una pausa rinfrescante in queste giornate di inizio giugno dove l'afa estiva inizia a farsi sentire...

 Tempo per questo giro, circa 6 ore

   Percorso impegnativo - Giugno 2021
immagini ↑→  



salendo alal cresta della Sponda....
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