in Montagna...
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La valletta del Rio Turiggia...


  Visita alla valletta del Rio Turiggia da Colazza : Alpe Gallone, Alpe Cascinone, Alpe Marandino, Alpe Valbona (o Alpe Jani), (Alpe Maestri), Americano, Alp d'Pirin, Alpe Costabella, Alpe Sellalunga, Alpe Verdina, Alpe Gallone.

 

 Tra le diverse vallette che scendono dalla dorsale del Vergante verso il Torrente Agogna ve ne sono almeno un paio interessanti e meritevoli di una escursione; in questa occasione la visita riguarda la valletta dove scende il Rio Turiggia (Rio Cagnasca sulla Carta degli Stati Sardi del 1852), il territorio scende dalla sommità del Monte la Guardia (Monte Ceredo) all'Americano presso l'Agogna e la strada delle Due Riviere, e vi si trovano alcuni alpeggi in parte abbandonati. (L'altra valletta è quella del Rio Mainasca : Link).

 Viste le basse quote e l'ambiente prevalentemente boscoso, naturalmente sono preferibili le stagioni intermedie, ideale è il periodo verso la fine dell'inverno e l'inizio della primavera quando la vegetazione non si è ancora sviluppata (permettendo così una migliore visibilità), e questo periodo permette anche al sole di illuminare maggiormente alcune zone esposte a nord; da evitare dopo un periodo piovoso...

 

 Partenza da Colazza salendo alla Chiesa Parrocchiale dell'Immacolata e al vicino cimitero, la strada che lo affianca arriva alla Cappella (foto 3) con le caratteristiche indicazioni in alto (mano dipinta) verso Armeno e Ameno, pochi metri a sinistra inizia il percorso VE4 che è il più "diretto" verso la dorsale del Vergante; inizialmente si supera il Rio Tiaschella sul nuovo ponticello che sostituisce quello che è andato gradualmente inclinandosi nel corso degli anni. fino al definitivo cedimento...

sui prati dell'Alpe Marandino...

 Il sentiero (recentemente ripulito), sale rapidamente alla stradina sulla dorsale nei pressi della zona dell'Alpe Gallone, si continua sulla sinistra e in breve si arriva al bivio col sentiero VS1 che si segue (lungo il percorso si vede sulla destra un sentiero attualmente non segnalato che scende direttamente al Rio Turiggia passando presso l'Alp d'Pirin), giungendo alla bella faggeta dell'Alpe Cascinone 730 m. a fianco dei ruderi scende uno dei piccoli affluenti del Rio Turiggia, il Rivo Cassinone, sulla Carta degli Stati Sardi troviamo per questo alpeggio abbandonato il curioso e suggestivo toponimo di Alpe del Buon Tempo...

 Osservando attentamente la mappa del Catasto Rabbini (dove l'alpe non è nominato), si vede che più a est delle due costruzioni riportate in mappa, si trova scritto in matita (come capita spesso su queste mappe), la dicitura Roccolo Bontempi... il Roccolo è inteso come un piccolo motto, e Bontempi era il cognome della famiglia proprietaria dei terreni e dell'alpeggio, in pratica il nome dell'attuale Cascinone doveva essere Alpe Bontempi, che però i cartografi hanno trasformato in Alpe del Buon Tempo, a conferma che anche in quei tempi remoti (come capitato spesso nelle epoche successive), i cartografi decidevano di "tradurre" i nomi dialettali spesso in modo totalmente errato, oppure non si accorgevano degli inevitabili errori di trascrittura, invece il loro scopo sarebbe dovuto essere quello di riportare il più fedelmente possibile la toponomastica della zona; da segnalare che prima del crollo definitivo della baita del Cascinone, era visibile una scritta risalente alla seconda metà del 1800 che menzionava appunto il nome Bontempi (scritta di cui purtroppo non ho immagini).

 Dall'Alpe Cascinone (dove il sentiero VS2 scende anch'esso al Rio Turiggia), si risale al percorso VS1 e poco più avanti si arriva a un incrocio dove si prosegue sulla destra traversando verso l'Alpe Marandino 786 m. dove si trova un bel prato (uno dei pochi ancora presenti in queste zone, dove il bosco la fa da padrone), ed è anche uno dei luoghi più panoramici, di fronte si vede Sovazza e più in alto Coiromonte, poi il Monte del Falò e il Mottarone, sulla sinistra anche il Massone, verso est il Monte Cornaggia che però da qui è poco evidente, si confonde con le altre cime boscose vicine (anche da Marandino si può scendere direttamente al Rio Turiggia).

 Per proseguire ci sono due possibilità, la stradina a monte dell'alpe che percorre la dorsale (seguita naturalmente anche dai ciclisti), che passa nei pressi del Monte Formica, oppure (come fatto in questa occasione), continuare a seguire il sentiero VS1 che traversa il versante, sentiero che in verità appare quasi abbandonato... oltre le baite di Marandino si traversa verso nord e si notano diverse tracce, si raggiunge in discesa la più bassa che porta al bosco dove si ritrova il sentiero che è sempre ben evidente, mentre diventa "infestato" dalla bassa vegetazione (anche i rovi), nel tratto che scende a traversare il Rio Valbona, poi si esce sulla stradina nei pressi dell'Alpe Valbona (o Alpe Jani sulle mappe recenti) 630 m.

Alpe Valbona...

 Nella zona che precede l'arrivo all'Alpe Valbona, le mappe indicano la presenza dell'Alpe Maestri, alpeggio che però non ho trovato dove indicato... (naturalmente può anche essere che ci sia e che mi sia sfuggita...), invece è presente un alpeggio abbandonato a 732 m. presso le sorgenti del piccolo rio che traversa la stradina poco a valle dell'Alpe Valbona (vedi le ultime 4 immagini), le vecchie foto aeree del 1956 non mostrano costruzioni evidenti dove le mappe riportano l'Alpe Maestri, invece le mappe sono contraddittorie, la Mappa Rabbini non riporta l'alpe a 732 m. mentre riporta due baite sul versante incriminato, sulla CTR (Carta Tecnica Regionale) si vede esattamente l'opposto...

 La stradina che scende dall'Alpe Valbona o Jani scende verso l'Agogna e lungo il percorso una deviazione sulla destra raggiunge il Rio Turiggia e dopo il guado continua sul versante opposto diventando sempre meno evidente (qui si può anche salire con percorso libero sulla dorsalina soprastante e seguirla verso sud-est in direzione della quota 663 m. seguendo una vaga traccia che passa presso resti di muretti che all'apparenza sembrano una sorta di confine, e si sbuca sul percorso VS2 nei pressi dei ruderi della Cappella); giunti sul pianoro si traversa a sinistra e dopo il ponte sul Turiggia si arriva alla grande costruzione dell'Americano 530 m. il toponimo deriva dal fatto che la casa venne fatta costruire da un "immigrato" dall'America (è noto anche che ai tempi, qui era presente anche una ghiacciaia).

 Raggiunta la quota più bassa dell'escursione, inizia la risalita seguendo il percorso VS2 che si lascia una volta raggiunto il bivio coi ruderi della Cappella (foto 57), continuando sulla destra dove continua il percorso VS3 (sulla destra una vaga traccia scende dalla dorsalina della quota 663 m. menzionata in precedenza), si passa a fianco della baita di foto 58 (sul versante sinistro, più in alto, si trova l'Alpe Tessera ancora parzialmente utilizzata, sono presenti cartelli di divieto di accesso), e poi in seguito guardando in basso sulla destra si vede una cascatella del Rio Turiggia che naturalmente ho raggiunto in discesa (scomoda...), per vederla da vicino, e si arriva al Rio Turiggia e a un incrocio di percorsi (sulla sinistra continuerò il giro dopo la divagazione per Pirin).

 In presenza di molta acqua, il guado del torrente può presentare qualche problema... dal rio sulla destra sale il percorso per l'Alpe Marandino, poco più avanti sempre sulla destra continua il VS2 che sale all'Alpe Cascinone, seguo inizialmente questo percorso e più in alto si incrocia un sentiero non segnalato sulla sinistra (foto 63) sul quale proseguo (è il sentiero menzionato all'inizio, che si trova sulla destra poco prima di arrivare all'alpe Cascinone, da Gallone).

 Si sale lungo il sentiero piuttosto "scavato" e poi dopo un tratto più pianeggiante, si lascia il sentiero traversando sulla sinistra dove il fitto bosco nasconde i ruderi dell'Alp d'Pirin 683 m. all'ombra di due grossi faggi (alpe chiamata Armusso sulle vecchie mappe), si nota su un muro (foto 70) una sorta di "nicchia" che parrebbe adatta a contenere una statuina o comunque una rappresentazione religiosa, una sorta di "altarino"; l'alpe è stata abbandonata probabilmente intorno al 1970/80; traversando in piano verso sud-est si arriva a una piccola costruzione dove sgorga l'acqua, probabilmente utilizzata per la conservazione del latte (anche questa piccola costruzione è rappresentata sulla Mappa Rabbini).

Alp d'Pirin...

 Ritornato al Rio Turiggia continuo sul versante opposto seguendo la traccia sulla destra che poi sale verso una pineta, dopo un tornante si continua sulla destra in piano e si arriva all'Alpe Costabella 705 m. come recita anche la scritta sull'intonaco della baita ancora in relative discrete condizioni, ma è anch'essa ormai abbandonata, il luogo è piacevole e l'acqua è sempre presente; il sentiero (non segnalato) prosegue traversando sulla destra la piccola Roja Sangiulio (toponimo riportato sulla Rabbini dove molti riali sono nominati, mentre diversi alpeggi non lo sono...) il toponimo dialettale Roja (la cui pronuncia è piuttosto differente da come è scritto), significa roggia, oppure un corso d'acqua di piccole dimensioni.

 Il sentiero continua traversando il versante diventando un poco meno evidente, e incrocia una pista seguita dalle Mountain Bike che porta al bosco dove si trovano i ruderi dell'Alpe Sellalunga 710 m. la grossa cascina/stalla è ormai sommersa dalle piante cadute... si continua seguendo la traccia fino al punto in cui sale ripida sulla sinistra, qui la si abbandona e si prosegue la traversata in pratica senza sentiero, e si supera il Rio Crottignolo cercando il punto più favorevole, il Crottignolo è uno dei due maggiori affluenti del Rio Turiggia, saliti sul versante opposto si può continuare salendo ancora il bosco per poi, arrivati intorno ai 710 m. traversare sulla destra verso l'Alpe Verdina, oppure come fatto in questa occasione, scendere alla confluenza del Rio Crottignolo col Rivo Sella Longa (che formano così il Turiggia), e poi dopo un tratto seguendo i dintorni del rio, salire il versante sulla sinistra raggiungendo l'Alpe Verdina 730 m.

 Si passa prima da quella che doveva essere l'abitazione dell'alpigiano, per poi salire verso le costruzioni allineate dove gli alberi ormai sono cresciuti numerosi tra le mura, si notano i sassi piuttosto "minuti" utilizzati per la costruzione dei muri e apparentemente non molto solidi, certamente erano disponibili solo quelli ai tempi; sulla destra scende il Rivo Sella Longa le cui sorgenti (che sono anche le sorgenti del Turiggia) si trovano più in alto nei pressi della soprastante Alpe Gallone che si intravede tra le piante; la zona doveva essere piacevole ai tempi, quando i prati erano ancora visibili, ora le piante e i rovi hanno invaso l'area.

 Sulla mappa degli Stati Sardi era chiamata Verdino di sotto, e naturalmente Verdino superiore era l'attuale Alpe Gallone...

All'Alpe Gallone :
in inverno anche i rovi sono appetitosi...

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 Per "uscire", si traversa a destra in salita raggiungendo la recinzione del territorio dell'Alpe Gallone (recinzione che però non ferma il gruppetto di mucche nere dell'alpe, lo si capisce anche dai "segnali" presenti sul terreno qui all'Alpe Verdina...), si prosegue salendo e sempre costeggiando la recinzione che alla fine conduce alla stradina della dorsale del vergante; per visitare l'Alpe Verdina senza fare la traversata descritta, il percorso più veloce e (relativamente) comodo, è quello di seguire la recinzione in discesa che in poco tempo porta ai ruderi.

 Tempo per questo giro, 5/6 ore.

  Difficoltà E/EE

 
Alpe Costabella...
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All'Alpe Gallone, colazione...

all'Alp d'Pirin...

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