in Montagna...

da Rassa all'Alpe Cima e in Val Sassolenda...

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 Una prima visita dalle parti della Val Gronda e la Val Sassolenda, interessanti territori che si raggiungono partendo da Rassa, piacevole e pittoresco paesino racchiuso tra le montagne; in questa occasione seguiamo uno dei percorsi ormai forse "dimenticati" che mettevano in comunicazione la Val Gronda e la Sassolenda, quello che dall'Alpe Cima saliva alla cresta e traversava verso l'Alpe Scarpia.

 Valsesia : Balmuccia > Piode > Quare > Rassa.     Link : Comune di Rassa

 

 Con Andrea partiamo da Rassa 917 m. ameno villaggio posto alla confluenza dei torrenti Gronda e Sorba seguendo la stradina sulla destra che entra in Val Gronda fiancheggiando lo spumeggiante Torrente Gronda, si incontra l'emisferica Cappella di San Nicolao a 980 m. poi la Cappella dei Riveit (dove sulla destra sale il sentiero per Piana), e si incontrano le frazioni Rassetta e Fontana prima di lasciare il sentiero che prosegue nella valle, per salire a Mezzanaccio 1294 m. ultima frazione di Rassa.

 A Mezzanaccio saliamo a monte delle case e cerchiamo il sentiero che diventa evidente vicino alla costruzione dell'acquedotto dove la traccia si porta sotto il versante roccioso, a un bivio si segue la traccia sulla sinistra che sale (foto 20) a una cengia e in seguito si traversa il successivo canale del Rio Brughera.

 Saliti poco comodamente sul versante opposto, qui quasi certamente bisognava salire subito il versante, invece abbiamo seguito inizialmente una traccia che traversava, saliamo allora con percorso libero il pendio boscoso raggiungendo il sentiero (qualche vecchio segno di vernice rossa), poco prima della baita riattata dell'Alpe della Costa delle Vacche (Còsta dal Vàcchi) circa 1560 m. che si raggiunge con un breve traverso sulla sinistra (sud), bel punto panoramico sul versante opposto della Val Gronda.

 Ritornati al sentiero che, fino all'Alpe sull'Asino è segnalato con dei "riquadri" gialli, saliamo nel bosco dove inizia a rivelarsi il caratteristico Bricco del Vallè e, passando da una panoramica "balconata" si giunge in breve alla bella e panoramica baita dell'Alpe sull'Asino (Sl'Asu...) 1745 m. il luogo è molto piacevole, sulla baita un affresco di recente realizzazione (2005), e davanti all'ingresso una pioda a ricordo dei tempi passati, riporta incisa la data 1857...

 Qui termina il sentiero, in ogni caso la traccia riportata sulla cartina svizzera (CNS), che sale questo versante e prosegue poi traversando in Val Sassolenda, corrisponde al percorso seguito in questa escursione; si sale a monte dell'alpe raggiungendo un grosso ometto e poi si continua con percorso libero seguendo il percorso più "logico" superando un tratto più ripido e un poco esposto si arriva su una spalla e poi, alla successiva, si raggiunge l'Alpe Cima 1990 m. (Ciümma) un alpe piuttosto "appartata" considerando anche il tipo di terreno dove passavano i due percorsi che la raggiungevano...

 Su un trave dell'alpe una scritta risale a dicembre del 1955, e si notano gli spessi muri oltre l'ingresso laterale che dovevano servire per sorreggere il pavimento del piano superiore della baita sulla quale rimane ancora una parte del tetto, sullo sperone che si protende verso sud due massi panoramici (i tipici "altari" già visti in altre occasioni in Ossola), sembravano adatti ad ospitare delle incisioni, e infatti Andrea le nota, anche se ormai il trascorrere del tempo le ha rese quasi indecifrabili...

 Verso nord si vede il pendio erboso che sale a una selletta sulla cresta divisoria con la Sassolenda dove passava il sentiero di collegamento, e mentre le cime più alte iniziavano ad essere nascoste dalle nuvole, traversiamo verso la base del pendio raggiungendo prima uno degli usuali tratti "scomodi" tra gli ontanelli (tratto che però è solo in piccolo "assaggio" di quello che incontreremo in seguito...), salito il pendio erboso successivo si arriva sulla sella a circa 2070 m. bel punto panoramico dove si nota in particolare verso est, il caratteristico Bricco del Vallè.

 Guardando verso la Val Sassolenda, i prati di Scarpia (dove passa il sentiero segnalato), appaiono lontani, e il percorso per arrivarci piuttosto incerto... il sentiero riportato sulla cartina appare come un semplice traverso, ma in realtà non è proprio così, bisogna superare in sequenza alcune sellette (passaggi obbligati con salite e discese piuttosto ripide), e a complicare le cose sui versanti nord la vegetazione è veramente rigogliosa e fitta rendendo così il procedere faticoso e incerto (non si vede chiaramente dove andare, e anche non è chiaro dove si mettono i pedi...), naturalmente il periodo estivo non è certo l'ideale per questo genere di percorsi...

 Una volta individuata la selletta successiva si procede inizialmente tra gli ontanelli, il primo tratto "imboscato" dalla quota 2070 m. è il più lungo, una volta usciti dagli ontanelli si cammina tra i più "teneri" Cavolacci alpini spesso di dimensioni ragguardevoli, e si sale il pendio seguente lungo una lieve traccia di animali, tracce che invece non si vedono sul pendio che sale alla successiva selletta (foto da 77 a 79), per raggiungere la base del pendio si scende un ripido canale che poi prosegue la discesa sulla destra a fianco delle piodate di foto 80 e 81, risalito il pendio si vede in basso l'ultima selletta (foto 82 e 83).

 Dal colletto panoramico si scende per un canalino dove sono presenti massi umidi e scivolosi, poi una breve risalita e finalmente si può traversare più agevolmente verso i prati fioriti della Val Sassolenda nei pressi dell'Alpe Scarpia 1999 m. Circa 1 ora e mezza dalla quota 2070 m. a qui.

 La Val Sassolenda l'avevo già ammirata guardando le immagini postate sul web (e in particolare sul gruppo Facebook Montagne della Valsesia), la visione aveva suscitato l'interesse per una visita, e una volta in loco (e nel periodo giusto), ecco che si poteva ammirare una splendida e notevole fioritura, personalmente è stato uno dei luoghi migliori finora visitati per chi è interessato a questo aspetto dell'ambiente montano...

 Scendiamo a valle lungo il sentiero segnalato 262 passando nei pressi dell'Alpe Sassolenda 1642 m. più in basso ci sono un paio di guadi del Torrente Sassolenda (agevoli in questa occasione visto che la quantità d'acqua non è eccessiva), e infine si sbuca alla frazione Piana 1193 m. col suo bell'Oratorio di San Bernardo da dove, lungo uno dei Sentieri dell'Arte valsesiani traversiamo ad Ortigoso da dove scendiamo alla stradina ritornando così a Rassa.

 Tempo per questo giro, circa 9 ore incluse le divagazioni (più o meno intenzionali...).

   Difficoltà EE (impegnativo dall'Alpe sull'Asino a Scarpia).   Luglio 2020.

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