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Valle Antrona : Grotta delle Mani e Balma dell'Oro Bello...

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  La Grotta delle Mani e la Balma dell'Oro Bello nel canale del Riale dal Prèi...

     Valle Antrona > Antronapiana > Lago di Antrona.
 

 

 La Valle Antrona è ricca di incisioni rupestri di vario genere, dalle usuali coppelle, cruciformi, ecc... ad altre più particolari, come la Roccia della Fertilità dell'Alpe Corzelli (vedi : questa pagina); si possono vedere delle incisioni particolari e interessanti anche in uno dei luoghi "scoperti" di recente (nel 2012), si tratta della Grotta delle Mani dove, come suggerisce il nome, si trovano alcuni graffiti raffiguranti le mani (un'altra grotta delle mani, ben più famosa, si trova in Argentina, la Cueva de las Manos : Link).

 Il ritrovamento di questo sito è opera di Flavio Gamberoni nel luglio 2012, e riguardo queste incisioni non si hanno informazioni circa il periodo in cui sono state eseguite e il loro significato, si possono perciò fare solo ipotesi più o meno verosimili...

 Bibliografia : Almanacco Storico Ossolano 2014 - Edizioni Grossi - Domodossola

 

 Il versante visitato si presenta piuttosto "selvatico" e a tratti disagevole da percorrere, non ci sono sentieri (a parte qualche sporadica traccia di animali); oltre alla Grotta delle Mani è presente più in basso, nel canale (solitamente asciutto) del Riale dal Prèi, una interessante balma, la Balma dell'Oro Bello (naturalmente, anche in questo caso il toponimo oro è da intendere come orlo o bordo...).

 La zona è quella appunto del canale (che più in alto sarebbe più corretto chiamare valloncello) del Riale dal Prèi, canale che scende a traversare il frequentato sentiero che dal Lago di Antrona (zona di Ronco), sale al Lago di Campliccioli; dal sentiero però il canale risulta quasi "invisibile", salendo dal sentiero, poco dopo la balconata con vista lago, si trova un tratto solitamente bagnato, e verso nord si notano dei massi tra la vegetazione, qui si può salire...

 In questa occasione, con Andrea, abbiamo percorso il canale al ritorno, mentre in salita abbiamo raggiunto la dorsalina sul versante sinistro orografico del canale, salendo dal versante est con percorso libero incontrando alcuni tratti ripidi su roccette, molto probabilmente ai tempi era presente un sentiero che saliva da questo versante, che sembra essere il logico accesso alla zona; una volta raggiunta la dorsale il percorso si fa un poco più agevole, e si vede al centro del canale l'enorme masso della Balma dell'Oro Bello.

 Appena il versante lo consente si può traversare verso la balma che si trova a circa 1400 m. (poco più in basso è presente un altro riparo), e si vede che era stato costruito una sorta di piccolo baitello ai tempi, il luogo offriva un buon riparo (riparo che ora, come si nota chiaramente... è utilizzato dagli animali).

 Non avendo indicazioni riguardo la posizione della Grotta delle Mani, abbiamo "esplorato" prima il fianco del canale, e poi siamo saliti fino al termine dei prati superiori (constatando che la costruzione di uno spartano ricovero alla sottostante balma, era giustificata appunto dalla presenza di un sia pur limitato terreno di pascolo), e alla fine, andando per esclusione siamo arrivati alla grotta (che in ogni caso è stata trovata fortunosamente...).

 Per salire alla grotta, lo si può fare direttamente nel canale (più ripido), oppure ritornare alla "comoda" dorsalina che raggiunge un piccolo ripiano con una giavina dal quale, salendo ancora qualche decina di metri, si raggiunge la quota della grotta (circa 1510 m.), che si trova sulla sinistra (ovest) e che risulta in parte nascosta da un grosso cespuglio di noccioli.

 Si tratta di una piccola grotta di faglia 3 X 4 m. con una apertura secondaria (una sorta di abbaino), all'interno si vedono un paio di incavi probabilmente eseguiti quali supporti a travetti in legno; sulla volta, all'entrata, evidenti e numerosi segni di scalpellature; le incisioni sono sulla sinistra, in pratica quasi all'esterno della grotta, e perciò esposte agli agenti atmosferici.

 Sono visibili cinque mani (alcune solo parzialmente), cruciformi, alberiformi, e altre incisioni; lasciamo agli eventuali visitatori, e a chi guarderà le immagini raccolte in questa occasione, fantasticare sulle origini e significati di queste incisioni... (per una disamina più "scientifica" delle incisioni di questo sito, si rimanda al libro di riferimento menzionato all'inizio...).

 Dalla grotta si può traversare (esposto) sulla sinistra (ovest) lungo quello che appare come un vecchio sentiero, il quale, come da notizie raccolte a Ronco, era uno dei percorsi per salire al soprastante Alpe Fàrmign (un altro percorso, altrettanto impegnativo, sale il versante opposto, vedi questa pagina).

 Per il ritorno decidiamo per la discesa nel canale (anche se non vi era la certezza che fosse interamente percorribile...), il versante è ripido ma non ci sono particolari difficoltà, a parte alcuni tratti su giavine instabili, e si sbuca sul sentiero per Campliccioli poco dopo la "balconata" sul Lago di Antrona.


  Agosto 2019 - Difficoltà EE

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