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Schegge di Muino dalla Costa della Cima Alta...

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   Schegge di Muino 2171 m. / 2163 m. / 2081 m.

dalla Costa della Cima Alta...

 Val Vigezzo > Toceno > Arvogno.

 Difficoltà EE (F se si segue sul filo il tratto roccioso della cresta).

 

 

 Una breve e interessante escursione verso la cresta delle Schegge di Muino, posta tra la Valle del Melezzo e l'ampio versante che scende nella zona dei Bagni di Craveggia, in particolare è stato meritevole il percorso di salita alla cima nord, la più alta delle tre sommità della cresta, la quota 2171 m. raggiunta lungo la Costa della Cima Alta (toponimo dalla mappa Rabbini).

 (Se non si vogliono "affrontare" le piccole difficoltà della cresta delle Schegge di Muino, la sola salita per la Costa della Cima Alta alla cima quota 2171 m. può essere comunque una breve escursione interessante e meritevole...).

 Oltre alle cime, è stata anche l'occasione per vedere la breve galleria che traversa la cresta, e che fu utilizzata come sede della stazione motrice della teleferica completata nel 1932 che, dalla zona dei Bagni di Craveggia trasportava il legname a Santa Maria Maggiore appunto passando dai 2050 m. di questa cresta : La Via del Legno (vedi i pannelli esplicativi di foto 58 e 59); in questo modo il legname poteva essere trasportato senza passare attraverso la Svizzera, visto che nella zona dei Bagni il confine di stato passa a quote molto basse.

 Toponimi della zona :

 Come spesso è capitato, anche (e specialmente), in questa zona, i nomi dei luoghi si sono modificati nel tempo, alcuni magari per banali errori di trascrizione, altri sono stati completamente sostituiti per ragioni che rimangono ignote...

 Dalla mappa del Catasto Rabbini, l'unico toponimo in parte rimasto è quello della Bocchetta di Muino, che in realtà era nominata Goletta di Moino o Piana dei Saleri (Moino sembra essere usato a volte usato ancora oggi... bisognerebbe sentire qualche anziano del posto per sapere se questo nome è correntemente utilizzato).

 La cresta delle Schegge era chiamata Costa del Pizzola, e la cima centrale 2163 m. semplicemente Pizzola... anche i laghetti avevano un altro nome, quello vicino all'Alpe Ruggia era il Lago di Roggia, mentre quello inferiore era il Lago di due Bocche... e infine, il toponimo Ruggia, riferito all'Alpe e alla cima soprastante, era invece Roggia...


 

 Con Fiorenzo saliamo in auto fino ad Arvogno ca. 1250 m. (parcheggi), si seguono inizialmente le indicazioni per il Passo di Fontanalba (sentiero M21), dopo un tratto sulla stradina si sale lungo la mulattiera e si trova un bivio segnalato dove si continua salendo sulla destra (sentiero M23) lungo la mulattiera che porta alla zona dell'Alpe Cortina, dove il percorso segnalato traversa in piano verso destra (est) senza salire alle baite.

 Ma naturalmente vale la pena salire e raggiungere il piccolo Oratorio di San Gerolamo 1381 m. da dove un sentiero traversa il canale del Rivo di Raunello e raggiunge le case superiori di Cortina 1429 m. (seguendo la traccia che traversa a valle delle baite, si può raggiungere il sentiero segnalato M23); si sale a monte delle baite e poggiando sulla sinistra si trova una traccia che sale e raggiunge le baite di Ragozzo 1655 m. poste in bella posizione su un panoramico dosso erboso.

 Si sale a monte delle baite sulla dorsale, più avanti si trova un sentierino che si può seguire per un buon tratto, si punta alla soprastante Cima Alta (foto 23, la quota 1948 m. alcune mappe collocano la Cima Alta a quote superiori...); con percorso a tratti ripido ma senza particolari difficoltà, con bel panorama (ma questa non era certo la giornata ideale per questo), si sale lungo la Costa della Cima Alta (Rabbini) raggiungendo la quota 1948 m. in questa occasione non ho proseguito lungo la crestina, ma ho preferito il più veloce sentierino che raggiunge la selletta ad ovest della quota 2082 m. dalla quale, su terreno ripido ma agevole, si raggiunge in breve (sulla sinistra), la sommità 2171 m. della cima nord delle Schegge di Muino.

 Verso sud-est si vede la relativamente lunga cresta da seguire, che presenta alcuni tratti rocciosi che, se si vuole seguirli sul filo, possono presentare naturalmente qualche passaggio impegnativo, sono comunque presenti tracce di passaggio di animali lungo entrambi i versanti (e inizialmente, è più interessante appunto seguire le tracce degli animali che aggirano un primo salto lungo un paio di cengette rocciose...).

 Sulla sinistra, in basso, si vedevano tra le nebbie l'Alpe Ruggia 1887 m. e due dei tre Laghetti di Muino, proseguendo si arriva alla cima centrale 2163 m. poi un ultimo tratto roccioso e inizia la facile dorsale in gran parte erbosa che scende alla selletta prima di risalire alla cima meridionale, sulla sinistra si vede il laghetto superiore a circa 1980 m.

 Presso la selletta, Fiorenzo che la sta raggiungendo salendo dal laghetto sottostante, mi indica la zona dove si trova la galleria, scendo con percorso libero raggiungendo un sentierino che traversa verso sud-est giungendo all'imbocco della galleria (una traccia più evidente sale dal basso); è presente un cancello ai due ingressi/uscite (aperto in questa occasione), anche se apparentemente non ci sono pericoli, è sempre meglio procedere con cautela traversando la breve galleria dove si possono vedere i "supporti" dove era collocato il motore che trainava la teleferica che era lunga quasi 9 km e che rimase in esercizio per 17 anni; le funi della teleferica erano sorrette da un totale di 27 cavalletti a traliccio in legno di cui, quello intermedio, era alto ben 40 metri. (La galleria si raggiunge facilmente dalla Bocchetta di Muino, dove è presente un cartello indicatore, seguendo il largo sentiero di foto 69).

 Uscito sul versante opposto si vede il rudere di quella che poteva essere l'abitazione temporanea per gli addetti alla stazione motrice (l'interno della galleria non era molto salutare, per via dell'umidità che certamente era presente (visto anche lo sgocciolio continua trovato in questa occasione...).

 Dal versante che scende alla Valle del Melezzo risalgo alla selletta, e proseguiamo la salita all'ultima cima, la quota 2081 m. dove intendevamo fare una sosta, ma appena giunti siamo stati "assaliti" da uno sciame di fastidiose formiche alate.... e allora abbiamo subito proseguito per la sottostante Bocchetta di Muino 1977 m.

 Dalla bocchetta, lungo il sentiero M23 che, con piacevole percorso scende passando dall'Alpe Sdun e l'Alpe Caiulin, ritorna a Cortina e quindi ad Arvogno.

 Tempo per questo giro, circa 6 ore.    Luglio 2020.

 

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