in Montagna...
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Bocchetta del Craco, Corni d'Otro, Alpe del Gias...


 Ca' di Janzo, sentiero per Cima Mutta fino a poco oltre Alpe Le Piane, canale per la Bocchetta del Craco, Corno d'Otro2 2485 m. Corno d'Otro 2494 m. Sella di Costa, Alpe del Gias, Pian Camuset, Rabernardo, Ca' Vescovo, Oro, Ca' di Janzo...

 

 Ancora una escursione in Val Vogna verso la cresta divisoria con la Val d'Otro, questa volta "stimolati" anche dalla Mappa Rabbini sulla quale Andrea aveva notato un interessante toponimo relativo a una bocchetta posta tra le cime dei Corni d'Otro, la Bocchetta del Craco... e naturalmente questo basta per suggerire una visita da quelle parti.

sulla cresta dei Corni d'Otro...
sulla cresta dei Corni d'Otro...

 Con Andrea partiamo di buon ora (anche perchè le previsioni davano meteo in possibile peggioramento) da Ca' di Janzo in Val Vogna e saliamo lungo il frequentato sentiero segnalato per la Cima Mutta fino alla zona dell'Alpe Le Piane 1832 m. (per questo tratto iniziale vedi : questa pagina), dopo l'alpe continuiamo lungo il sentiero fino alla zona in cui inizia a svoltare a destra, qui lo abbandoniamo e saliamo con percorso libero poggiando un poco a sinistra e portandoci presso la parete di foto 11 e 12, come al solito vicino alla roccia si cammina meglio perchè la vegetazione è spesso meno fitta e si trovano tracce di animali.

 Traversiamo sempre in salita sulla sinistra entrando infine nel canale che sale alla bocchetta dove però troviamo subito un grosso masso che impedisce di proseguire, aggiriamo l'ostacolo sulla sinistra tra la fitta vegetazione seguendo tracce di passaggio di animali per poi tornare verso il canale che risaliamo su terreno più pulito.

Bocchetta del Craco e Corno d'Otro 2494 m.
Bocchetta del Craco e Corno d'Otro 2494 m.

 Si continua su terreno a tratti piuttosto ripido ma senza particolari difficoltà, più in alto il canale si biforca e continuando sulla destra usciamo sulla cresta alla Bocchetta del Craco 2445 m. affacciandoci sulla Val d'Otro, verso sud la cresta sale alla cima principale dei Corni d'Otro (che raggiungeremo in seguito), continuiamo verso nord salendo sul pendio di erba e roccette raggiungendo la bifida cima del Corno d'Otro2 2485 m. le due sommità (su ciascuna è presente un grosso ometto), sono praticamente alla stessa quota, mentre verso est più in basso, si vede la Cima il Craco (secondo la Rabbini).

 Una breve pausa ammirando il panorama, in particolare verso est sul Tagliaferro e dintorni, e la Val Vogna, mentre la cima del Corno Bianco risulta nelle nuvole come spesso accade... ridiscesi alla Bocchetta del Craco continuiamo lungo la cresta verso sud per un tratto, e poi poggiando sul ripido versante della Val Vogna in parte erboso raggiungiamo la cima del Corno d'Otro 2494 m.

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 Una breve pausa anche su questa cima e scendiamo il pendio inizialmente erboso sempre in direzione sud, sulla destra in basso si vede il piccolo altopiano dove si trova il baitello dei cacciatori di in d'Koustu, e arriviamo tra grossi massi alla Sella di Costa 2397 m. dove si trova un paletto con un cartello ormai scolorito (probabilmente un tempo era presente l'usuale scritta "Azienda Faunistico Venatoria"); da questa sella passava un percorso ora in disuso, che collegava le due valli (troveremo alcuni segni di vernice scoloriti dal passare del tempo).

 Scendiamo il versante della Val Vogna con percorso libero poggiando un poco sulla destra, più in basso si raggiunge una costa sulla quale si trova il passaggio che permette di scendere sui pendii inferiori nella zona dell'Alpe Costa che però non raggiungiamo, continuiamo invece il percorso traversando in discesa sulla destra con l'obiettivo di raggiungere l'Alpe del Gias.
il bel masso coppellato con canalette all'Alpe del Gias...
l'interessante masso all'Alpe del Gias...
 Proseguiamo cercando il percorso migliore che passa da un piccolo pianoro dove si trovano i resti di una sorta di piccolo ricovero e anche una interessante balma, poi si entra nel bosco dove incrociamo un sentiero (che probabilmente arriva dall'Alpe Costa), il quale conduce alla bella e panoramica Alpe del Gias 1903 m. con due baite riattate e dove si trova un notevole e interessante masso con coppelle e canalette.

 Dall'Alpe del Gias guardando verso sud-ovest si vede il complicato versante che porta alla costa tra l'Alpe Pian del Sasso e il soprastante Pian Camuset verso il quale traversava un vecchio percorso che andiamo a cercare, osservando il versante si nota chiaramente il tratto di versante con vegetazione dove dovrebbe salire il vecchio sentiero; traversiamo scendendo al canale del Rio Grande dove si trova una piccola cengia rocciosa (cengia sulla quale si nota l'intervento "umano" per renderla più agevole), che permette di traversare più comodamente al pendio successivo che risaliamo, e poco più in alto si trova una traccia di sentiero.
il canale del Rio Grande...
il canale del Rio Grande...
 Si traversa in salita il versante dove una traccia, sia pur lieve, è quasi sempre presente, traversiamo altri canalini per uscire su terreno più tranquillo (dove la traccia praticamente scompare) raggiungendo i caratteristici cumuli di sassi nei pressi del Pian Camuset dove ritroviamo il sentiero (già percorso durante la precedente visita in questa zona : Link) che scende da Pissole.

 Scendiamo passando dall'Alpe Pian del Sasso, a Rabernardo da dove, in questa occasione non scendiamo alla stradina della Val Vogna, ma traversiamo lungo il percorso del Sentiero dell'Arte verso Ca' Vescovo e Oro, da dove torniamo infine al parcheggio presso Ca' di Janzo.

 Per questo giro, circa 9 ore incluse le soste.

 Percorso impegnativo - Agosto 2022
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la cresta verso la Punta Balmone...
la cresta verso la Punta Balmone...
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