ciao a tutti, sono appena tornato da una due gioni in Val Grande, percorso Ponte Casletto - In La Piana - Colma di Premosello - Colloro.
Volevo fare qualche considerazione a caldo, premettendo che io e il mio amico siamo dei tursti della montagna, non troppo allenati, una decina di escursioni all'anno, 1000-1500 metri di dislivello al giorno al massimo.
Lo dico in anticipo per contestualizzare il seguito.
Partiti in auto da Milano alle 7.30
Arrivati a Cicogna alle 9.30 (non è proprio più possibile parcheggiare a Ponte Casletto, c'è un divieto con rimozione)
Partiti a piedi da Cicogna alle 9.40 sulla strada asfaltata verso Rovegro.
Alle 10.15 imbocchiamo il sentiero che parte da Ponte Casletto, optando per le grotte delle condotte dell'Enel (un po' bassine per due persone over 1.95, ma fattibili anche senza luce...ci si sporca un po' lo zaino al massimo). Devo dire che, a dispetto di quello che ho letto in giro, il sentiero fino a Ponte Velina è sì pericoloso, da affrontare con estrema attenzione in corrispondenza di alcune cenge sdrucciolevoli, ma decisamente più tranquillo di ciò che abbiamo trovato successivamente.
Effettivamente un ponte è crollato, ma una traccia non troppo impegnativa parte sulla destra verso il torrente e consente di attraversare il canalone più a valle.
Alle 11.30 arriviamo all'imbocco del sentiero per Orfalecchio, in corrispondenza di Ponte Velina.
Il sentiero si fa più difficile ma la traccia resta abbastanza chiara. In alcuni punti, esposti e bagnati, si deve fare molta attenzione aiutandosi con corde e catene (e a volte fili elettrici

).
In questo tratto abbiamo perso qualche volta la traccia e ci siamo dovuti fermare per ritrovarla. Bisogna armarsi di pazienza e non demordere!
Alle 14:00 siamo a Orfalecchio (che posto splendido!). Il tempo di una pausa-cibo e di osservare schifati i resti lasciati dagli escursionisti imbecilli a deturpare uno degli ultimi veri paradisi naturali in Italia e in Europa, e riprendiamo la marcia.
L'intenzione iniziale era di arrivare a In La Piana in giornata, ma.....
Il percorso fino all'Arca si fa più impegnativo e ci perdiamo diverse volte. Le foglie secche sul terreno nascondono la traccia. Comincia a farsi tardi e si materializza l'idea di fermarsi per la notte all'Arca.
Passata la Val Piana e guadato il torrentino saliamo decisamente per arrivare ad una radura con resti di teleferiche. Da lì la discesa è buona ma poi perdiamo rovinosamente la strada. Solo qualche intuizione ed un'attenta analisi della cartina Zanetti (insufficiente!) ci consente di arrivare stremati all'Arca alle 18.30 (!!! ben quattro ore da Orfalecchio).
Sembra incredibile il tempo trascorso, ma non abbiamo mai fatto una pausa. La titubanza dovuta ad una traccia a volte invisibile è estremamente dispendiosa in termini di tempo.
Ci accampiamo nella grotta. Speravo di trovare la baracchetta di cui parla Ferro ma non l'abbiamo trovata (dove si trova esattamente?)
Il posto è magico, maestoso, indescrivibile. Ci laviamo nel torrente e mangiamo accanto al fuoco.
La partenza il giorno dopo è alle 9.15 (forse tardi, col senno di poi). L'imbocco del sentiero è subito molto problematico. Troviamo delle rovine sul versante destro del Rio l'Arca, ma poi, nessun segno. Si sale assolutamente a intuizione, sbagliando, provando e riprovando (tentativi molto faticosi viste le pendenze)...fino ad arrivare ad un ometto, visto come un miracolo.
Ci rifacciamo forza ma perdiamo la via molte volte. Più avanti il sentiero si fa più chiaro (anche se i saliscendi non mancano e sono decisamente faticosi) e ad eccezione dei due passaggi in Val Negra (cengia esposta e arrampicata di 7/8 metri) non presenta altre grosse difficoltà.
Arriviamo al guado del Rio Valgrande all'13.30 (dopo aver avvistato un camoscio). Un'ora persi nelle faggete (procediamo bene solo fino ad un cartello del parco che avverte dei pericoli del sentiero da cui siamo venuti) e alle 14.30 arriviamo ai bivacchi di In La Piana.
Due chiacchere con la forestale, un pranzo frugale, e ripartiamo alle 15.40.
Il sentiero da qui è una manna, molto più semplice e "turistico". La salita alla Colletta ci spezza le gambe già affaticate. All'Alpe Serena, alle 17.25, vediamo la Colma dal basso e ci demoralizziamo.
Tiriamo fuori le ultime forze e arriviamo alla Colma alle 18.40. Da lì l'ardua decisione di non fermarci per la notte e di scendere a Colloro di buon passo. Imbocchiamo la strada asfaltata all'alpe Piana proprio quando la luce del sole scompare del tutto (alle 20.30 circa). Procediamo sull'asfalto con le lampade a led e arriviamo a Colloro alle 9.45 (dopo 13 ore di cammino...). Da lì un passaggio in auto MIRACOLOSO (e costoso il giusto) ci riporta a Cicogna.
Ricapitolando:
Ponte Casletto - Ponte Velina: 1,15 h
Ponte Velina - Orfalecchio: 2,30 h
Orfalecchio - L'Arca: 4 h
Pernottamento
L'Arca - In La Piana: 5,15 h
In La Piana - Colma di Premosello: 3 h
La Colma - Colloro: 3 h
Sommando i tempi per fare il percorso "Ponte Casletto - In La Piana", noi, umili cittadini prestati per due giorni ai monti, abbiamo impiegato 13 ore.
Spero che questa mia testimonianza sia utile per coloro che, non troppo esperti e allenati, vogliano intraprendere questo percorso molto impegnativo (e indimenticabile). E' importante essere pronti per una sosta in valle (ad Orfalecchio o all'Arca) ed essere molto ben equipaggiati (viveri e attrezzature).
Come ultima cosa: il percorso l'abbiamo fatto con assoluto bel tempo, non oso immaginare cosa sarebbe stato con la pioggia...(i guadi, i passaggi esposti su rocce scivolose etc....)
un saluto
sabbia