ferro ha scritto:Bisogna poi considerare l'uso delle risorse messe a disposizione nei Bivacchi; ad esempio se il ragazzo di cui scrive Paolo ha intenzione di passare veramente l'inverno al Mottac, si spera che provveda al reperimento della legna nel bosco sottostante, altrimenti finisce che il Parco fa portare la legna con l'elicottero in buona parte solo per tenere al caldo questa persona.....
Costui è Tim del sito
valgrande.ch. E' un ragazzo tedesco che ha comprato casa a Mergozzo un paio di anni fa con l'intenzione di vivere qui facendo la "guida" in Valgrande.
Per come lo conosco è assolutamente rispettoso e volenteroso e sono certo che provvederà personalmente al reperimento della legna.
Tra l'altro mi aveva detto che per passare l'inverno dentro aveva prima chiesto il permesso al Parco, e che gli avevano risposto con una scrollata di spalle del tipo "fà un pò come ti pare".
Detto questo...
Io credo che questo fenomeno della gente che si stabilisce in Valgrande è accettabile finchè si tratta di casi isolati, come Gianfry e pochi altri. Ma se tutti facessero così si arriverebbe presto a una situazione in cui sarebbe lesa la
mia libertà fondamentale di andare in Valgrande e non trovare nessuno nei bivacchi. Se ci incontro altri escursionisti di passaggio Ok, ben diverso è trovare il bivacco che per definizione è un luogo di passaggio, abitato da stanziali. E non mi importa nulla che l'eremita del caso sia simpatico e accogliente e mi tenga accesa la stufa; se cercavo questo andavo in un rifugio custodito.
Lo stesso concetto di parco naturale, di area selvaggia, implica che la presenza umana sia temporanea, oltre che improntata al massimo rispetto. Certamente è ben maggiore la pressione antropica costituita dagli escursionisti di passaggio, molto più numerosi; ma i bivacchi non sono fatti perchè uno ci vada a vivere, stop.
Se vuoi fare l'eremita, fallo veramente, non stabilirti in un bivacco, ma piuttosto in una delle innumerevoli balme che si trovano anche in luoghi dove veramente non va mai nessuno...