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     Cavaglio - Ponte du Geu - Napianca - Lavarnoni - Arnè - Dolen - Bigiogno
    Arnasc - Le Biuse - Olzeno - Cavaglio.

   Difficoltà EE.
 

 

 Ritorno in Valle Cannobina per un giro nella Valle del Rio del Cavaglio, su sentieri e mulattiere poco frequentati, visitando alpeggi abbandonati da tempo...


 La Valle del Cavaglio sale da circa 400 m. fino a oltre duemila metri alla cresta Gridone-Limidario; la valle è molto "lunga", lo si nota solo entrandoci, profonda e incassata nella parte medio-bassa, poi salendo nella zona dell'Alpe Arnasc si apre a ventaglio, per poi continuare ripida verso le creste.

 I fianchi della valle, scendendo verso il torrente, sono molto ripidi; sul versante sinistro orografico percorso all'andata, il bosco è costituito in prevalenza da castagni, mentre sul versante opposto, che un tempo doveva essere tutto adibito a pascolo, si trovano faggete e boschi di betulle.

 

 Si parte da Cavaglio 501 m. dalla Chiesa si seguono le indicazioni (cartelli) per Biessen e si scende verso il Rio del Cavaglio che si supera sul Ponte du Geu, si risale il versante opposto e poco prima di raggiungere il ponticello in legno sul Rio Biessen, si trova un bivio e si segue la traccia che sale sulla sinistra.

 Il sentiero è meno evidente ma sempre visibile, e si trovano segni di vernice rossa che aiutano con l'orientamento; si sale la costa per circa 200 m. passando da Napianca e poi inizia il lungo traverso che entra nella valle; si segue una mulattiera a tratti ancora in discrete condizioni, si passano numerose vallette e giunti nelle vicinanze di Arnè 864 m. si trova sulla destra [foto 11] un sentiero che sale verso Scierzedell e Margarone, si continua invece la traversata a mezzacosta arrivando a 899 m. alle baite di Dalon dove si trova una bella sorgente ancora "in funzione", poi si continua in leggera discesa fino a Bigiogno 847 m.


 Da Bigiogno si scende a superare il Rio del Cavaglio su un bel ponte a ca. 800 m. poi si risale il versante opposto, e poggiando leggermente sulla destra si raggiungono i ruderi delle baite a quota 930 m. qui si sale direttamente il ripido pendio fino a trovare il primo dei due sentieri che traversano poi verso Arnasc (il secondo, quello "alto" lo si percorrerà al ritorno), si segue la traccia trovando, oltre a qualche muretto, i segni dei tagli col falcetto.

 Proseguendo la traversata si vede sulla destra l'Alpe Arnasc che si raggiunge scendendo a superare un piccolo rio e poi si esce sui prati dell'Alpe Arnasc (Arnascio) 1053 m. dove sono stati piantati recentemente alcuni alberelli di castagno.


 Dopo una sosta all'Alpe, si segue in salita il sentiero fiancheggiato da muretti (dove passa anche il tubo che porta l'acqua alla fontana dell'alpe), raggiungendo nuovamente il piccolo rio superato in precedenza, che si supera su una ponteggia [foto 50].

 Si segue il sentiero che traversa nel bosco di faggi e betulle, qui il sentiero è meno evidente e non ci sono segni di vernice, ma non ci sono difficoltà di orientamento; a un bivio si lascia il sentiero che scende e si continua sulla destra in leggera salita, poi si passa vicino ad alcune baite diroccate e si arriva nella zona di Le Biuse, dove il sentiero si allarga e si trovano le prima baite ristrutturate, qui bella vista verso la cresta Gridone-Limidario.

 Il sentiero infine esce sulla stradina delle Biuse che si segue scendendo ad Olzeno 1061 m. e poi a Cavaglio concludendo così questo percorso ad anello nella Valle del Cavaglio.


 Tempo per il giro descritto circa 7 ore incluse le soste.

 

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