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 Spoccia - Cheibi - Niva - Ghilone - Suesca - Bugnago - Orasso - Spoccia.

   Difficoltà E.
 

 

 Di nuovo in Valle Cannobina per percorrere ancora un tratto della Strada Borromea, l'antica mulattiera dedicata a San Carlo Borromeo che collegava i paesi della valle (per i precedenti percorsi, vedi : da Traffiume a Cavaglio e Cavaglio e I Tre Confini).

 Come nelle precedenti escursioni , si è seguito un percorso ad anello che, oltre alla Strada Borromea, ha permesso di visitare alcuni alpeggi del versante della montagna nella zona del Rio Orasso che sale verso le Rocce del Gridone.

 In questo piacevole giro, la parte più interessante è stato il percorso panoramico che entra nella Valle del Rio di Orasso, e la visita ai due paesi di Spoccia ed Orasso, molto ben tenuti.

 

 Il percorso è segnalato dai classici segni di vernice, e sono presenti numerosi cartelli indicatori posti a ogni alpeggio e agli incroci.

 Si parte da Spoccia 798 m. paese del Comune di Cavaglio-Spoccia, situato sul versante sinistro idrografico della tranquilla Valle Cannobina (la mulattiera che si percorrerà al ritorno, sbuca sulla strada asfaltata a valle del villaggio, per cui, volendo evitare un tratto di risalita, conviene parcheggiare su qualche spiazzo ai lati della strada prima di salire al paese).


 Si seguono le indicazioni per Cheibi che portano a salire la bella scalinata (75 gradini, la più grande della zona), realizzata con la tecnica di lastricatura a scaglie, giungendo al piccolo Oratorio della Madonna di Re (o Madonna del Rosario) che risale al 1753 (pregevole il cancello interno di ferro battuto), posto vicino al piccolo cimitero.

 La bella mulattiera entra nella valle incontrando alcune Cappelle, questo tratto offre belle vedute verso la Valle del Rio Orasso e il versante opposto della Val Cannobina, verso la Valle del Rio di Crealla, lo Zeda, Gurro e la cresta Lidesh - Torrione; poi, entrando ulteriormente nella valle, la vista si apre verso l'imponente e suggestivo versante ovest delle Rocce del Gridone.

 Si arriva alle prima baite di Cheibi 1004 m. alpeggio con varie baite sparse su questo versante (prima di scendere vale la pena di continuare per un breve tratto fino al ripiano dove si ha una bella vista verso il sovrastante Gridone [foto 34].


 Da Cheibi il sentiero segnalato scende nella faggeta verso il torrente, si passa da Niva 797 m. e si arriva al guado del Rio della Valle di Orasso a circa 780 m. in seguito si risale il versante opposto giungendo sul dosso di Ghilone 843 m. qui vale la pena di fare una deviazione verso la costa sulla destra che, salendo un pendio franoso tra le betulle, porta alla Cappella di Suesca 970 m. fatta costruire nel 1600 dal Cardinale Federico Borromeo durante il periodo in cui Milano era infestata dalla peste.

 Salendo la costa sopra la Cappella, si giunge sulle roccette soprastanti dove si ha una bella vista panoramica sulla valle [foto 44 45 e 46].

 La leggenda racconta che alcuni appestati fuggirono da Milano trovando rifugio nelle vicinanze, e furono aiutati dagli abitanti di Orasso che portavano loro del cibo (che porgevano con una lunga pertica, per evitare il contagio...), morirono tutti e furono sepolti nella zona dove ora si trova la Cappella di Suesca.

 Ridiscesi a Ghilone si traversa sul dosso verso il lungo stallone (costruzione veramente notevole), e poi la traccia scende sulla destra (nord) per giungere a superare un altro ramo del Rio della Valle di Orasso; si continua la traversata giungendo a Bugnago 854 m. dove diverse baite sono state ristrutturate (qui, come in diversi luoghi della Valle Cannobina, la lingua più usata è il tedesco...).

 Da Bugnago si scende lungo il prato sulla sinistra e poi si segue la mulattiera che supera su un ponte il Rio Gana passando sotto una caratteristica Cappella costruita (come altre in questa zona), per offrire riparo durante una sosta lungo il cammino.

 La mulattiera risale il versante opposto della valletta del Rio Gana e poi traversando in piano giunge a Orasso 703 m. dopo una sosta, è d'obbligo una visita al villaggio; da segnalare il caratteristico lavatoio con diverse vasche e relativo "regolamento" scritto sul muro... [foto 63 e 64], ed il bell'Oratorio del Sasso chiamato anche la Giasa Vègia (la Chiesa vecchia) posto sul percorso della Strada Borromea.

 La Giasa Vègia è la costruzione religiosa più antica della Valle Cannobina, in origine era presente solo una Cappelletta, poi la costruzione fu ampliata e trasformata in Oratorio dopo il passaggio di S. Carlo Borromeo durante la sua visita pastorale del 1574, è dedicato alla Madonna della Cintura.

 A Orasso si passa poi nelle vicinanze della Chiesa Parrocchiale di San Materno e si seguono le indicazioni per Spoccia che si raggiunge continuando lungo la mulattiera che traversa nuovamente la Valle del Rio Orasso, e dopo la Cappella da Camp sbuca sulla stradina asfaltata che sale a Spoccia.

 

 LINK : Oratorio del Sasso - Chiesa di San Materno

 Tempo per il giro descritto, circa 4 ore e mezza.

 

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