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Valle Strona : Alpe Forcolaccia e Alpe Francesca...
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      Alpe Forcolaccia e Alpe Francesca da Sambughetto.

 Omegna > Valle Strona > Sambughetto.

 

 

 Un giro (con Andrea), in Valle Strona visitando gli alpeggi presenti sui ripidi versanti della montagna che sale da Sambughetto verso la cresta che la separa dalla Valsesia.


 Sambughetto è un paese (che un tempo era comune autonomo, poi fuso, nel 1928 assiema ad altri piccoli villaggi, formando il Comune di Valstrona), arroccato su un ripido costone sul fianco occidentale della bassa Valle Strona.

 Si può definire un paese "in salita"... la strada termina all'inizio del paese, e per raggiungere le abitazioni l'unica possibilità è risalire a piedi le ripide scalinate tra le case, i posti in piano qui sono veramente pochi...



 Riguardo gli alpeggi, il maggiore interesse di questa escursione riguarda i due nuclei dell'Alpe Forcolaccia, che sono quelli dimenticati e abbandonati da più tempo, e anche quelli fuori dai sentieri "ufficiali" della zona; personalmente credo sia ben più interessante un giro come questo rispetto alla solita (e più facile) escursione a una cima sulla cresta soprastante...

 (Aggiornamento : siamo ritornati successivamente in questa zona per proseguire la visita agli alpeggi e la ricerca dei vecchi sentieri, vedi questa pagina)

 

 Dal parcheggio sottostante Sambughetto 765 m. si passa accanto alla Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo e si salgono le scalinate che attraversano il paese (cartelli indicatori), si continua sul sentiero che traversa verso est passando da Craponetti 805 m.

 Il percorso è segnalato dai classici segni di vernice bianco-rossa (a volte molto scoloriti), dopo un tratto in discesa si trova un bivio dove naturalmente si segue la traccia sulla sinistra che entra nella valle, si arriva a un tratto franato [foto 7] che si aggira salendo sulla sinistra.

 Si raggiungono i due rustici dell'Alpe Resega 847 m. poi si traversa il torrente e si risale il versante opposto arrivando al primo nucleo di baite dell'Alpe Benna 930 m. (altre baite sono presenti sulla destra verso sulla costa verso la quota 937 m.).

 Il sentiero continua traversando sopra il torrente entrando nella valle fino alle due baite dell'Alpe I Pianelli 1160 m. come fa intendere il toponimo, qui ci sono alcuni piccoli pianori che interrompono le "ripidità" di questi versanti.

 A questo punto si lascia il sentiero segnalato (che risale sempre sullo stesso versante), per seguire una traccia che traversa il rio che scende dalla zona dell'Alpe Francesca (questo breve tratto è un poco disagevole per la presenza dei rovi), passati sul versante opposto si continua la salita trovando anche dei tagli che aiutano per la progressione, comunque il sentiero è quasi sempre evidente, e si giunge all'Alpe Mezzano 1188 m.

 Il sentiero continua traversando in salita nella bella faggeta, si passa sotto ad alcune bancate rocciose e poi si traversa un piccolo rio per uscire su terreno più aperto su pendii erbosi.

 Qui il percorso si fa meno evidente (anche perchè ci sono pochi alberi e i tagli non sono più presenti), e inoltre in questa occasione, immersi nella nebbia, non avevamo riferimenti, comunque controllando la quota e traversando ancora in salita si arriva ai ruderi dell'Alpe Forcolaccia di sotto 1426 m.

 Questo era il più importante dei due nuclei di baite (qui ne erano presenti almeno sei...), e il pascolo doveva essere esteso, interessante e particolare la minuscola balma trovata qui [foto 26], la più piccola vista fino ad ora... su un lato è ancora presente lo stipite della porticina con un cardine....

 A Forcolaccia di sotto arrivava anche un importante sentiero da Chignolo usato in passato dai Valsesiani che portavano gli animali su questi pascoli superando la cresta vicino alla Massa del Turlo per poi traversare lungo questo versante.

 Circa 150 più in alto si trova l'altro alpeggio di Forcolaccia, in questa occasione siamo saliti per i ripidi prati con un largo giro sulla sinistra (ovest) per aggirare i salti roccia (segnati anche sulla cartina IGM della zona), presenti proprio sopra Forcolaccia di sotto; non ci sono sentieri, ma avendo ben chiara la posizione degli alpeggi e controllando la quota, ci si può arrivare senza particolari problemi anche immersi nella nebbia come in questa occasione...

 E si arriva così ai ruderi dell'Alpe Forcolaccia di sopra 1583 m. dove si ritrova la traccia che traversa verso nord-est questo versante (si ritrovano anche i tagli), e si giunge sulla dorsale della quota 1610 m. questa dorsale risale verso la quota 1793 m. dove traversa il sentiero che prosegue verso il Passo della Forcolaccia, ma Andrea vede anche un'altra traccia che traversa a mezzacosta verso l'Alpe Francesca, e decidiamo di seguire questo percorso che supera i canalini ghiacciati sopra i pendii più ripidi.

 Sulla dorsale, all'improvviso la nebbia si dirada, e ci troviamo sopra ad un mare di nebbia da cui spuntano, come "isole" le cime del versante opposto... situazione che a volte capita in inverno, ed è sempre molto bello essere presente...

 Traversato il versante in direzione della crestina erbosa visibile di fronte, si incrocia il sentiero segnalato (qui comunque poco visibile...), che risale all'Alpe Francesca di sopra 1765 m. (un'altra Alpe Francesca è presente non molto lontano da qui sul versante Valsesiano...); a queste quote, e da questo versante la cresta si può raggiungere senza particolari difficoltà senza percorsi obbligati, ma non era questo l'obiettivo dell'escursione (e comunque non era certo la giornata ideale per un giro panoramico...).


 Dopo una breve sosta iniziamo la discesa che ci porta nuovamente a essere immersi nella nebbia, in discesa sui pratoni dove la traccia spesso scompare e i segni di vernice sono rari, il percorso scende sempre lungo i prati traversando poi alcune giavine di roccia scura, in questa occasione abbiamo ulteriormente traversato sulla sinistra raggiungendo una crestina che abbiamo disceso giungendo sopra l'Alpe Francesca di sotto 1395 m. dove il sentiero diventa più evidente e i segni di vernice sono più numerosi (anche se sembrano stati messi in particolare per chi segue il percorso in salita...).

 Con percorso vario e interessante, si scende lungo la dorsale del Sasso Respore 1335 m [foto 56] o sui suoi fianchi passando su un paio di cenge di cui una attrezzata con un cavo metallico [foto 59], arrivando così alla solitaria baita dell'Alpe Ruspò ca. 1240 m. (la quota riportata sul cartello in loco non è corretta).

 Continuando la discesa si ritorna ai Pianelli e ripercorrendo il sentiero seguito all'andata, si ritorna a Sambughetto concludendo questo giro che, nonostante la nebbia, è risultato molto interessante per aver potuto visitare tutti gli alpeggi della zona, ma varrebbe certamente la pena tornare in una giornata limpida per poter ammirare questi impervi versanti...

   Per il giro descritto, circa 7 ore.   Difficoltà EE.

 


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